venerdì, 03 settembre 2010

La donna è un mobile

“Le parole sono importanti”, e non è solo per la mia mania di chiamare le cose con il loro nome, pensavo guardando la lettera in arrivo da Saxa Rubra che mi invitava gentilmente a pagare il canone tv, incutendomi timore con minacce e punizioni, multe, denunce, che mi dico sarebbe bello e anche un po’ snob avere la “fedina” sporca per non aver pagato il canone…Comunque, cerco di farmi il conto: vediamo quanto mi costa accendere la televisione il venerdì, il sabato e la domenica intorno all’01,15 per sintonizzarmi direttamente su Rai tre e vedere che film sovietico sottotitolato in cirillico mi offrirà Ghezzi. Per poi spegnerla intorno alle 04,00 che sto già dormendo da un’ora e mi accorgo che la televisione è ancora accesa.
Quindi mi viene in mente che per sopraffare l’ipocrisia di telegiornali, trasmissioni, fiction tv, travestiti da informazione, svago e cultura, bisognerebbe tornare a una tv in cui ci sono i canali  dove si fa informazione, musica, cinema, etc. e delegare tutto il resto, ovvero quello che va per la maggiore  adesso, a un canale specifico. Lo chiamerei il canale Tetteeculi. E magari bandirei un concorso per il logo più creativo.
Oggi, la donna, emancipata, torna a meritare fama e gloria solo se diventa nuovamente oggetto. La Barbara Stanwyck di Baby face che fa carriera scalando di piano in piano, di letto in letto, il grattacielo della banca in cui lavora, spudoratamente avanti coi tempi che si sarebbero di lì a poco fermati di fronte alla più bigotta censura, liquidando semplicisticamente il pudore, oggi quella Baby face sarebbe una santa.
Uomini traditi, disillusi, soli, vecchi, pigri, trovano l’accogliente disponibilità di giovani, a volte giovanissime, ragazze dell’est.
Donnine prorompenti del mondo dello spettacolo lottano per accaparrarsi l’attore o il calciatore di turno, il politico, il magnate che le mostra alle cene come l’ultimo quadro, l’ultimo cavallo, l’ultima macchina limited edition che ha comprato.
Tutte donne di una stagione, più o meno lunga, con un bel marchio sul deretano con su scritta la data di scadenza, che sarà quella in cui quel tatuaggio comincerà a perdere vigore, e nessuna di loro avrà parole abbastanza per distrarre l’occhio dall’impietosa costatazione.
Chi mai potrebbe disprezzare il corpo di una donna? bello e da mostrare, ma a farne uno status symbol c’è un rischio, del tutto personale, e su questo non voglio mettere bocca. Il problema è che devo pagare il canone per dei canali televisivi che quello status symbol vorrebbero rifilarmi.

Ilenia Suma

Mix stellare esplosivo per l’estate 2010

Che meraviglia, Venere dea dell’amore non tralascerà nessuno. Ma un solo segno è candidato dalle stelle a trascorrere un’estate indimenticabile: incontrerà l’amore vero, quello con la “A” maiuscola. Chi sarà il privilegiato?

Occhio a Marte e dove si fermerà, Venere gli passerà inevitabilmente vicino, e insieme proseguiranno il transito fino al 9 settembre… fiori d’arancio in arrivo!! Il turbinio dell’estate ci prenderà inevitabilmente come in ogni trascorsa stagione, la luce che illuminerà le nostre giornate estive, la vita all’aria aperta, saranno l’occasione per dare sfogo a tutte le nostre energie. Il Sole aumenta le difese immunitarie, la libido e la fertilità… ma è anche vero che non bisogna abusare di questa meravigliosa stella. Non diremo lo stesso dal punto di vista astrologico, considerato il luminare in senso assoluto: “Sole, tu puoi“! Più aspetti determina, con gli altri pianeti, e più opportunità positive si potranno avere nella nostra quotidianità, nell’amore, nel lavoro, nella forma fisica e nella salute. Il nostro tanto amato Sole, trasloca da un segno all’altro, cambiando lo scenario astrale e le vite di ciascuno di noi.

Arriverà dal segno dei Gemelli, che potranno diventare carichi come pile, proiettati verso un’estate pronta a risarcirli di un semestre non eccessivamente positivo. Alti e bassi in tutti i settori, partner esigenti, una voglia smisurata di libertà e di scappare fuori da ogni vincolo, qualora ne fosse resistito qualcuno. Ancora il Sole, come protagonista principale dello scenario caliente e infuocato, quale migliore astro del cielo potrebbe mai sostituirlo? Da qualche settimana staziona nel segno del Cancro. Ha acceso questa magnifica e tanto attesa estate 2010, dando l’avvio a mesi di passioni e fantastiche “mille e una notte”, incorniciate da magiche Lune, pronte a regalare infinite sorprese.

Ci saranno Lune di Fuoco che accenderanno i sensi dei signori Leone, che non potranno rinunciare al richiamo della foresta e movimenteranno le loro esistenze sotto tutti i fronti, sino a esserne felicemente sfiancati… Lune di Acqua, che renderanno sdolcinati fino all’inverosimile i Pesciolini, sempre pronti a mettersi in situazioni ambigue che, se non riusciranno ad attivare in tempo utile le loro pinne, li costringeranno a passare l’estate a districarsi da malintesi e discussioni piuttosto fastidiose… Lune di Terra che vedranno gli Scorpioncini  vibrare, o meglio “sudare” in decisioni da prendere, aut-aut. Un partner troppo stufo di dover aspettare che dalla loro bocca esca finalmente quel tanto atteso “impegno” per una vita a due.
Lune di Aria, faranno vivere momenti unici e sensazioni indimenticabili agli Arietini che sembrano non aspettare altro che buttare altra benzina al fuoco. Urano li ha accesi da qualche settimana e, anche se Giove li protegge nel migliore modo possibile, vivranno storie piene di eros, forse in maniera esagerata, si lasceranno andare alla passione più sfrenata.

La girandola delle stelle continuerà il suo fruire e illuminerà anche lì dove tutto sembra essere pacificamente sereno… Cuori occupati dei signori Capricorno, allarme rosso!… ci sarà da dover tapparsi le orecchie e, se sarà il caso, chiudere gli occhi, ma dato che questo non sarà possibile, perché potrebbe bastare anche un solo odore, il richiamo della natura…. ed è fatta! Tutto sembra pronto a farvi capitolare verso la sbandata del secolo.
Toro e Cancro…  vi siete già programmati tutto, il partner, la vacanza, l’ufficio, anche la meta, e se tutto filerà come da copione per il ferrigno Toro, qualche “contrattempo” potrà sopraggiungere al caro e lunatico cancerino, che deciderà di fare coppia non con chi previsto/a, ma sceglierà, previa una serie di preamboli giustificativi, di colonizzare qualche località di mare con annessi/e e connessi/e… contento lui! Un Sagittario, intemperante da una serie di conquiste che sembrano piovergli dal cielo, passione ed eros ai massimi storici …. una Luna piena di fine Luglio potrebbe dare un taglio a tanta manna… un incontro, un gioco di sguardi, parte la scintilla e schioccherà l’amore… Tarpamento d’ali! La Vergine, libera da qualsiasi intralcio passerà un’estate di relax, e se ci sarà l’occasione di un viaggio durante le ferie, sceglierà la compagnia di amici a partner poco coinvolgenti, sarà difficile trascinarla in relazioni occasionali o di poco conto…
Un Acquario felicemente accasato, grazie all’intervento primaverile di un responsabile Saturno, non andrà a ruota libera, ma penserà a sistemare qualcosa relativa a degli impegni personali, da dover risolvere entro tempi stabiliti… E per finire, siamo giunti al giro di boa Stellare per quest’estate, che si prospetta piuttosto movimentata e, se vogliamo rimanere nel tema di questi giorni, potremmo definire “goleador” astrale il segno della Bilancia
Marte nel segno sin dai primi giorni d’agosto, aspetterà con impazienza l’arrivo di una fantastica Venere, che sigillerà, in questa lunga estate infuocata, un amore importante, per un segno il cui elemento principe è l’aria… mix di fuoco e aria, passione e sentimento pronti a far innalzare una fiamma che potremmo definire indiscutibilmente “amore”.

Buona estate a tutti…
Un abbraccio stellare
Lucia Arena

L’astrologa Lucia Arena da più di vent’anni mette in campo la sua esperienza e la sua passione per lo studio delle stelle

Sito: www.luciaarena.it
e-mail: arenalucia1@gmail.com

Sparare in piazza tra gli studenti

Pensavo di scrivere di tuttaltro, oggi. Uno sguardo leggero a certi nostri tic, sub-ossessioni estive ecc. Ma non ci sono riuscita.
Questo Oblò oggi è oscurato, appannato. E’ sporco di fumo, di fango, si vede poco di là dal vetro. Eppure è giorno, dietro il vetro, c’è il sole gonfio e compatto di un mattino di luglio, e una grande piazza, una piazza enorme e grigia dove le macchine hanno il posto degli alberi e delle aiuole, e la nota più naturale è la grande bancarella di ananas e  banane, proprio all’angolo con via San Giuliano.
Ma la bancarella oggi non c’è, c’è tutto il resto ma in parte, meno auto, meno motorini posteggiati davanti al convento di San Nicola, meno ragazzi in giro. A luglio, si sa, vai in facoltà solo per dare esami, le lezioni sono finite. L’animazione maggiore la porta in piazza, a inizio e fine mattinata, il drappello di parenti al seguito dei laureandi. Ci sono lauree, oggi primo luglio. E infatti questa non è una piazza qualsiasi, una bellissima e desolata piazza qualsiasi, qua c’è la facoltà di Lettere, il più antico tempio siciliano degli studi, come si scrive con qualche orgoglio nelle guide. Dove si apprende, cioè, il fondamento del vivere civile, il dialogo tra le arti, la grammatica dell’umanesimo.
E’ qui, in mezzo a queste  parole, poco dopo mezzogiorno, che un uomo ha sparato a un altro uomo, in pieno centro, in pieno giorno, in pieno cuore. Un mafioso a un altro mafioso, pare, con tutti i “presunti” del caso. In mezzo, nella traiettoria, appena uscita dalla facoltà per andare a casa, c’è Laura che ha appena dato il suo esame di spagnolo, c’è il suo collo su cui si conficca un proiettile. E non c’entra il caso, il destino, la fatalità (“si era attardata in aula a vedere l’esame di un’amica, chissà se fosse uscita prima…”), perché non è un film di Kieslowski. Questa è la nostra città.
Questa è una città in cui si spara di giorno, in piazza, tra gli studenti, sapendo i rischi e le difficoltà del gesto. Dunque è un’azione consapevole, un messaggio preciso. Ai destinatari ma anche a noi, trasformati in spettatori, in testimoni, comunque vittime, tutte, di questa vergogna.

Elvira Seminara

Marella, una vita di talento

L’ultima cosa che fa prima di dormire?
Il segno della Croce… ed una preghiera al Signore…
Il tratto principale del suo carattere
La capacità di vedere con il… cuore
Il suo peggior difetto?
Mi aspetto sempre che gli altri mi ricambino con la stessa intensità con cui mi dono a loro
La sua più grande trasgressione?
La mia prima “calia” al Sacro Cuore per un… bagno a mare… 1974!!
Cosa detesta di più?
La mancanza di lealtà
Il dono di natura che vorrebbe avere?
La natura è già stata fin troppo generosa con me concedendomi il dono di poter donare
C’è qualcosa che le ha cambiato la vita?
Sì, un figlio mai nato
L’ultimo libro letto?
Fimmini di Pietrangelo Buttafuoco
Un film che ha amato?
Salvatore – Questa è la vita di Gian Paolo Cugno
L’incontro artistico indimenticabile
Con il maestro Micha Van Hoecke, ad oggi 10 anni di “matrimonio artistico”
L’ultimo film-spettacolo-concerto-disco-mostra che l’ha sedotta
O’Scià a Lampedusa
Che cos’è la bellezza?
Un progetto di vita… la luce negli occhi…
E l’eleganza?
Il linguaggio dell’anima
Dove comprava i vestiti a 20 anni?
Vivendo a Roma in quegli anni, da Porta Portese a via del Corso
Cosa sognava di fare da grande?
Cosa sogno ancora!! Il sogno è la mia dimensione… che si traduce in progetti ancora da realizzare, e sono tantissimi…
Che cosa non dovrebbe mai fare una donna?
Non pongo limiti… l’importante è assumersi le responsabilità del proprio vissuto
Politica o moda?
Entrambe, se fatte seriamente
Citando Sciascia, la Sicilia e Catania sono “irredimibili”?
Vorrei tanto poter dire di no, ma… amo la sfida
Un nome della cultura catanese da non dimenticare?
Ignazio Paternò Castello, V Principe di Biscari
Un luogo cittadino da riscoprire
Primo tra tutti il Museo Civico del Castello Ursino… nessun catanese oggi ne ha memoria
Il sogno nel cassetto da neoassessore
Riuscire a riconsegnare alla mia città la… città
La cultura è…
Progettare bellezza e… condivisione
Per far amare ai catanesi la propria città si dovrebbe…
Educare il singolo all’amore per la propria identità che non vuol dire essere di un luogo ma essere quel luogo…
Il bianco o il nero?
Ho avuto il maestro Nevil Von Stemberg che mi ha fatto scoprire la gamma infinita di bianchi e di neri…
Il suo motto è…
Chi fa da sé… fa per tre…
Prima le donne?
Prima… l’intelligenza!!

 

 

 

 

 

 

 

 

Marella Ferrera, catanese, talento della haute couture, colta e sicilianissima, innamorata della sua terra, della sua bellezza, della sua storia, donna sensibile e imprenditrice determinata, appassionata organizzatrice di eventi per la sua città, dal 20 maggio assessore “tecnico” alla Cultura del Comune di Catania

 

Una catanese in Cina

Tutto comincia con un ragazzo. Eh sì, perché ogni racconto femminile che si rispetti parte da un uomo. Il mio? Si chiama Liu Xiao Hu. E chi è? Direte. E’ un attore cinese che interpreta la versione asiatica di Betty la cozza. Come ogni matta con la sindrome ossessivo-compulsiva per i telefilm che si rispetti ho visto tutte le versioni di questa serie. Dalla russa alla spagnola, dalla greca a quella cinese. Parlo queste lingue? No. Però la storia è sempre la stessa! E così mentre cercavo al computer l’ultima nata delle Betty del mondo, lo vedo. Il mio principe azzurro dagli occhi a mandorla. E’ deciso. Io vado in Cina. Devo conoscerlo. Questa è la meta del mio prossimo viaggio. Due settimane in Oriente. Comincio a cercare informazioni su questo Paese. Come arrivare, dove alloggiare, che speranze ho di farmi capire in una lingua senza pittoreschi disegni come l’inglese, ecc. E, più cerco in rete, più questo posto mi incuriosisce. In un momento di recessione economica questo è l’unico luogo con il Pil in crescita, il cinese è la lingua più parlata al mondo, ci sono grandi possibilità di lavoro per gli stranieri. Aspetta un attimo. Invece di fare un viaggio di un paio di settimane, beh, mi sa che potrei starci un po’ di più. E così scopro che ci sono tantissime agenzie on line che ti forniscono dei pacchetti “stage, casa e corso di cinese” a prezzi ragionevoli. Ed eccomi qua. Una siciliana a Pechino. Che lavoro faccio qui? La giornalista per il mensile “Beijing Review” fino alle 16 e poi la studentessa a tempo pieno di cinese.

Quello che mi chiedono tutti è come vive una siciliana in Cina. Beh in realtà non è difficile. Noi latini siamo abituati ad adattarci ai posti in cui ci troviamo e a ricreare un habitat a noi più congeniale. Io l’ho fatto. Vivo con due ragazze italiane, mangio la pasta, vado al cinema e in discoteca. Certo mi mancano le persone a me care e… le partite di Risiko (impossibile trovare degli indigeni che giochino) ma, per il resto, qui si sta bene. Certo, hanno una concezione del lavoro che è veramente differente dalla nostra. All’interno di un mensile di 40 pagine lavorano più o meno 150 persone (il che significa che, in media, scrivono una parola al giorno a testa …) e considerano il modo di scrivere occidentale “free style”. Ok, lo so che certe volte i miei pezzi escono un po’ fuori dalle righe, ma chiamare free style un articolo pubblicitario su un ristorante dove la cosa più strana che ho scritto è di un corvo che dice Ni hao (ciao) mi sembra un’esagerazione! Volete un altro esempio? Ho un collega che di solito è seduto accanto a me in redazione. Ha una pila enorme di vecchi periodici sulla scrivania. Sarà un collezionista? All’ora di pranzo, l’arcana ragione della presenza di quei giornali è finalmente svelata. Alle 11.30, ogni giorno, Huan fa la stessa operazione. Prende una decina di riviste, sposta la tastiera dal tavolo, poggia delicatamente i giornali sul desk, ci mette sopra la testa e… dorme! Qui funziona così.E in tante cose sono completamente diversi da noi. Vedere una donna che espettora per strada in Italia farebbe perlomeno rabbrividire mentre qui è normale, così come immaginare, con 30 gradi, di indossare pantaloncini, collant e infradito. Ma in tante altre cose sono molto più simili a noi di quanto si possa pensare. Per esempio, ieri pomeriggio stavo camminando sul marciapiede quando ho sentito suonare un clacson. Mi sono girata e sulla banchina c’era un furgoncino in movimento con il guidatore che aveva pensato bene, visto che questa strada è a senso unico, di percorrerla al contrario sul marciapiede. In quel momento, lo ammetto, mi sono sentita a Catania.
Volete sapere un paio di segreti pechinesi da donne? Il venerdì sera in diversi locali è la serata rosa, non paghi per entrare e puoi bere gratis tutta la sera! C’è un ospedale completamente dedicato a noi e in cui lavorano solo persone di sesso femminile e, alcune italiane, hanno fondato addirittura un’associazione (italiane a Pechino) che si riunisce due volte al mese e che organizza diversi eventi. Insomma la Cina è a misura di donna e mi piace talmente tanto che a settembre mi trasferirò a Shanghai per almeno un anno! Perché Shanghai e non Pechino? Avete presente il telefilm Sex & the city? Lo sfarzo, la vita mondana, le mille luci di New York, la vita acceleratissima… Shanghai è esattamente così. Figuratevi che una sera alla festa organizzata dalla Ferrari prima del Gran Premio… no vabbé questa ve la racconto quando ci sarà più tempo…
E quel ragazzo? Noi donne, si sa, siamo volubili e l’ho dimenticato qualche giorno dopo essere arrivata qui. Ho un nuovo amore adesso. Volete sapere come si chiama? Cina!

P.S. La storia di come è cominciato questo viaggio non raccontatela a mio padre e mia madre… mi ucciderebbero!

Ambra Schillirò

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    • Nemo: Si, e chissà cosa ci partoriranno (essendo donne il termine capita a fagiolo!). Si parlerà dell’ ultima...