domenica, 05 febbraio 2012
POST IT
di Giuseppe Attardi

CARMEN E LE PAPI GIRLS

CATANIA. Ballerina in decolleté, gnocca
e senza talento, che fa le moine su un
divano accavallando le gambe come
Sharon Stone in Basic instinct. Giornalista aggressiva e rampante, tutta trucco e primi piani, che urla senza dire
niente. Bionda, appariscente e scollata politica che ripete slogan vuoti. Casalinga sexy, alienata e bulimica. Sono
i quattro ruoli di donne in cui ironicamente si cala Carmen Consoli nel video della canzone AAA Cercasi, scritta
a quattro mani con Mauro Lusini -
passato alla storia per essere l’autore
di C’era un ragazzo – e secondo inedito tratto dalla raccolta Per niente stanca. Un brano nel quale l’artista catanese torna a parlare della mercificazione
del corpo della donna, di un mondo
maschilista popolato da “ministri degli affari a luci rosse”.
«Tristemente c’è un riferimento alle famigerate “papi girls” e a questa
Italia – racconta – Sono quattro caricature assai amare, specchio della tv italiana. In realtà, però, il pezzo l’avevo
scritto otto mesi fa e in realtà non era
dedicato al nostro presidente del Consiglio, anche perché lui non deve fare
parte della mia vita – sottolinea – Mi
ero ispirata invece alla storia di imprenditore che ricattava i politici e organizzava “cena e coperta”, escort, era
lo scandalo di Arzignano Veneto. Poi
ovviamente ho esteso il senso, anzi si
è esteso da solo, automaticamente. La
canzone vuole essere lo specchio di un
Paese maschilista, in cui le donne sono soltanto trofei di caccia e l’uomo è
un animale. Sotto accusa non sono
soltanto gli uomini, ma anche le donne. Perché il cambiamento deve avvenire prima dentro di noi, dobbiamo
cominciare a meritarci il rispetto e allora otterremo i risultati. Perché ci sono donne che hanno vinto Nobel, che
sono a capo di sindacati e di governi,
che hanno ottenuto risultati senza dover passare attraverso il letto di qualcuno».
Il video – registrato tra Catania e la
casa di Puntalazzo – ha registrato un
clamoroso e inaspettato boom di contatti on line, richiestissimo da tutte le
associazione femminili. Tra l’altro Carmen da qualche mese è stata nominata ambasciatrice dell’associazione nazionale delle volontarie di Telefono
Rosa ed è stata anche premiata per il
testo e l’interpretazione di Mio zio
(nell’album Elettra), storia di un abuso
su una bambina e già vincitore del
Premio Amnesty Italia 2010.
«Mi ha meravigliato questo interesse – ammette la stessa Carmen – Forse
si fa più attenzione al male quando è
conclamato. Tra l’altro di “mignottopoli” e del declino al quale stiamo assistendo io e altri, ad esempio Battiato, ne avevamo già parlato. Potrebbe
essere legato ai nuovi movimenti d’opinione, penso a “Se non ora quando”,
che sono nati in questi ultimi tempi».
Carmen, «purtroppo» si rammarica,
non ha potuto partecipare alla manifestazione di “Se non ora quando”. «In
compenso, per la Festa dell’8 marzo, la
mia canzone sarà lo slogan del movimento», annuncia.
Quello che fa infuriare Carmen è la
deriva morale e culturale del Paese.
«Mi preoccupa l’impoverimento che
stiamo affrontando nel nostro Paese. Il
fatto che adesso la priorità delle nostre figlie sia fare le puttane, perché in
Italia non conviene più laurearsi, la
cultura è bistrattata. Dicono tutti così
no? Peccato che da noi i più grandi
eroi dell’antimafia, Peppino Impastato per esempio, ci hanno insegnato
che la cultura è la sola arma in grado
di salvarci dalla mafia. Siamo tutti noi
con il telecomando in mano, nessuno
escluso. La bulimia mediatica, la casalinga alienata davanti al televisore
mangiando senza fare distinzione
popcorn, patatine, gelato, rappresenta il bombardamento mediatico che
subiamo senza capire nulla, senza distinguere. Il problema è che non scegliamo più, mangiamo (vediamo) tutte le schifezze. Così nel video mi riempio di cose fritte e cremose e alla fine
offusco lo schermo gettando questo
cibo impastizzato sullo schermo».
E’ un messaggio. Un consiglio. Forse sarebbe meglio spegnere la televisione e cercare il nutrimento altrove.
«Sì è venuta l’ora di spegnere la televisione. Che non dà più alcuna informazione politica chiara. Oggi le notizie io
le trovo su YouTube o sui giornali. Sì,
dobbiamo spegnere il televisore e cercare nutrimento nella cultura, quella
vera».
Eccola la Carmen Consoli vera.
Combattiva. Femmina ribelle. Anticonformista. Irruenta e sanguigna.
Vulcanica. Pronta a dedicarsi adesso al
suo nuovo progetto, l’album di Alfio
Antico, il “tamburo parlante” di Lentini. S’intitola Guten Morgen e sarà presentato in prima nazionale il 31 marzo al The Place di Roma.

SANREMO, PAGELLE SERATA UNITA’

VIVA L’ITALIA 6
Davide Van De Sfroos
Il lumbàrd canta “Viva l’Italia” facendo infuriare la Padania. Sembra Ligabue che canta Francesco De Gregori. Muscoloso, con profumi di musica popolare alla Modena City Ramblers e cori montanari.

MAMMA 7
Anna Tatangelo
Quando non te l’aspetti. L’arrangiamento di Adriano Pennino trasforma il pezzo strappalacrime e retorico di Bixio Cherubini in una beguine rumbata. La compagna di Gigi D’Alessio la porge in modo fresco e brioso.

‘O SOLE MIO 4
Anna Oxa
Il sole diventa la luna. Nera. Chitarre elettriche e voce sopra le righe. Neanche Elvis Presley, citato nella strofa in inglese, si permise questa irruzione a gamba tesa.

VA’ PENSIERO 0
Al Bano
Si aspettava una performance da Scala, con tanto di acuti e loggione in delirio. Invece il neomodernista Al Bano, complice l’arrangiatore Alterisio Paoletti, inserisce una ritmica da Carmina Burana accompagnato da Iannis Plutarchos e Dimitra Theodossius. Verdi si rivolta nella tomba e chiede la cittadinanza straniera. Terrorismo politico? Uno sfregio alla retorica leghista? O una caduta di gusto. Trucido e kitsch.

RINASCIMENTO S. V.
Gianni Morandi
Sotto lo sguardo di Mogol, autore del brano insieme con Gianni Bella (al quale il pubblico dell’Ariston tributa un lungo e caloroso applauso), Morandi innalza al cielo la preghiera che era stata scritta inizialmente per Adriano Celentano. La delusione per il mondo di oggi (“questa sete di potere e denaro”) e la speranza in un nuovo Rinascimento attraverso la fede. Senza voto perché non in gara. La canzone è inserita nel disco “Nata per unire”, che immortala la serata di ieri ed i cui proventi andranno in beneficenza alla Fondazione “Per il tuo cuore”, onlus del prof. Attilio Maseri.

MILLE LIRE AL MESE 7
Patty Pravo
Il voto all’arrangiamento di Lilli Greco, perché Patty Pravo conferma di avere notevoli difficoltà vocali. Versione vecchio stile, con microfoni gracchianti anni Trenta, accenni boogie, echi felliniani, e un giovane trio simil-Lescano, ma l’ex ragazza del Piper sembra una delle tante anziane che vengono sulla Riviera ligure per svernare.

LA NOTTE DELL’ADDIO 10
Luca Madonia
Un voto alto non solo per campanilismo, ma per due motivi. Primo: l’ex Denovo sorprende anche come cantante con una interpretazione intensa e classica. Secondo: l’arrangiamento di Franco Battiato, ieri sera nelle vesti di direttore artistico, che, pur nel rispetto del tempo della canzone, trasforma in una sorta di romanza il brano lanciato da Iva Zanicchi negli anni Sessanta.

IL CIELO IN UNA STANZA 5
Giusy Ferreri
Con la sua voce alla Amy Winehouse storpia un po’ il classico di Gino Paoli, imponendo ritmi sincopati e swing. I puristi arricciano il naso.

IL MIO CANTO LIBERO 6
Nathalie
Lei è brava, ha una bella voce, ma ancora manca di personalità. Una cover molto fedele all’originale.

ADDIO MIA BELLA ADDIO 6
Luca Barbarossa & Raquel Del Rosario
Il canto tramandatoci dal Risorgimento non subisce profonde modifiche. Senza infamia né lode.

HERE’S TO YOU 4
Modà & Emma
Escono fuori tema, non per la scelta del brano, ma per la versione. Quella che nella leggendaria interpretazione di Joan Baez era una preghiera diventa una canzoncina pop. E si smarriscono pathos e significato.

MAMMA MIA DAMMI CENTO LIRE 6.5
Max Pezzali
Inizio soul alla Otis Redding, svolgimento swing con l’accompagnamento della voce di Arisa. Divertente.

‘O SURDATO ‘NNAMMURATO 9
Roberto Vecchioni
Mandolini, chitarre, violini pizzicati per una versione teatrale sulla scia di quella di Massimo Ranieri. Intensa, densa di pathos, sofferta, come deve essere una canzone di guerra. Soltanto alla fine, dopo una pausa, l’arrangiatore Lucio Fabbri scatena l’orchestra in una chiusa chiassosa che dà adito al pubblico di intonare il catartico refrain “Oje vita, oje vita mia…/ oje core ‘e chistu core… / si stata ‘o primmo ammore… / e ‘o primmo e ll’ùrdemo sarraje pe’ me! “. Alé.

PARLAMI D’AMORE MARIU’ 7
La Crus
Nel solco di “Io confesso”, la canzone con cui sono in gara, si rituffano in un clima stile anni Sessanta con una interpretazione classica sottolineata dall’ensemble d’archi Gnu Quartet.

L’ITALIANO 10
Tricarico
E’ qui la sorpresa. Si scopre una nuova canzone nella versione stralunata e delicata di Tricarico. A metà esecuzione entra in scena l’autore, Toto Cutugno, che era da 28 anni che non la cantava sul palco dell’Ariston, e si unisce all’interprete di “Tre colori”. Chiusura corale all’insegna dell’Italia multietnica: i nuovi italiani che hanno la pelle nera, gialla, olivastra, tutti a cantare: “Lasciatemi cantare/ con la chitarra in mano/ lasciatemi cantare/ una canzone piano piano/ Lasciatemi cantare/ perché ne sono fiero/ sono un italiano/ un italiano vero”.

PAGELLE SANREMO

TRICARICO
Tre colori
E’ una filastrocca delicata scritta da Fausto Mesolella degli Avion Travel, anch’egli sul palco a suonare il piano, nel solco di Sergio Endrigo. Parla di bandiere, verdi (“nella nebbia”, e da qui i riferimenti leghisti) e tricolori, e di soldatini in guerra. Scritta per lo Zecchino d’Oro, è approdata al Festival proprio nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Venerdì in duetto con un coro di voci bianche.
Naïf 9

ANNA TATANGELO
Bastardo
Bocciata come talent-scout a XFactor, si ripresenta per la sesta volta all’esame maturità di Sanremo nella speranza di ottenere finalmente il diploma di big. Accenna alla Vanoni nell’abbrivio (“c’è una ragione di più”), poi cita “Amarsi un po’” di Battisti e “Bittersweet symphony” dei Verve, prima di sprofondare nei panni di Marcella Bella (che a Sanremo cantò “Uomo bastardo”). Resta la vajassa di sempre.
Vajassa 0

ROBERTO VECCHIONI
Chiamami ancora amore
Non lasciatevi ingannare dal titolo, è una ballata emozionante e poetica, densa di pathos che denuncia il degrado morale e culturale della società di oggi (“per tutti i ragazzi e le ragazze che difendono un libro, un libro vero”), la crisi economica (“per l’operaio che ha perso il suo lavoro”), con un finale alla De Filippo : “Questa maledetta notte dovrà pur finire”. Venerdì godrà dell’apporto della Pfm.
Emozionante 10 e lode

MADONIA-BATTIATO
L’alieno
L’ex Denovo scrive una coinvolgente e frizzante ballata pop-rock, tra Beatles e Modugno, con un inizio elettronico e un finale alla Franco Battiato. E’ un brano autobiografico e introspettivo, in cui dubbi e solitudini accompagnano il disagio di vivere in un mondo povero di valori. Venerdì Carmen Consoli completerà il trittico catanese.
Frizzante 10 e lode

DAVIDE VAN DE SFROOS
Yanez
Una canzone ironica con gli eroi di Sandokan proiettati dai mari della Malesia sulla spiaggia di Cesenatico. Una divertente ballata introdotta da trombe mariachi, fra ritmi caraibici e Irlanda, Los Lobos e Pogues, cantata in laghée, il dialetto comasco, lumbàrd, insomma, ma non leghista, che per la prima volta approda sulla riviera ligure.
Divertente 8

EMMA E I MODA’
Arriverà
Una creatura di Amici e la band amata dal popolo delle radio: una combinazione perfetta per la vittoria. Anche nel testo, anche se un po’ troppo banale e retorico, e nel pop rock in equilibrio tra Negramaro (nella parte dei Modà) e di Gianna Nannini (in quella di Emma), con il tocco del catanese Orazio Grillo, alias Brando, nelle svisate di chitarre.
Radiofonica 7

PATTY PRAVO
Il vento e le rose
Maliziosa e indolente l’ ex ragazza del Piper con una canzone scritta apposta per lei, ma non per la sua voce. Canta l’incoscienza “di chi confonde il sesso con l’amore”, senza porsi i problemi della Tatangelo. Ma il ritratto di Dorian Gray invecchia e le stonature sono in agguato. Il venerdì duetterà con Morgan: all’Ariston si prevedono scintille.
Indecente 3

NATHALIE
Vivo sospesa
Dolce e intima, la recente vincitrice di “XFactor” vive sospesa tra Tori Amos e Bjork, con il rischio che l’emozione possa procurarle dei problemi sulle ottave che raggiunge nel finale. Una ballata pianistica, minimalista agli inizi, poi in crescendo con un vorticoso sviluppo di violini e voce.
Eterea 7

MAX PEZZALI
Il mio secondo tempo
Versione calcistica del dantesco “nel mezzo del cammin di nostra vita”. Il bilancio, sulla soglia dei 40 anni, di una vita con la voglia però di cominciare un secondo tempo con lo stesso entusiasmo. Una ballata alla 883, con un ritornello ruffiano e orecchiabile che entrerà facilmente nelle programmazioni radiofoniche.
Ruffiano 6.5

ANNA OXA
La mia anima d’uomo
Ambigua, sin dal titolo, dal testo contorto, anticonformista e provocatorio (“ed un gesto col dito a chi gufa o ci porge sbadigli”). Comincia elegante e raffinata per poi scatenarsi in irrefrenabili, e forse eccessivi, acuti urlati nel finale. Come Patty Pravo, anche l’ex ragazza punk corre il rischio di andare incontro a qualche defaillance vocale.
Da psicanalisi 3

BARBAROSSA-RAQUEL
Fino in fondo
Un appassionato amplesso, pardon, duetto a luci rosse, allusivo sin dal titolo e nel ritornello con quel ripetersi di “su su su” e “giù giù giù”. Per nulla incisivo l’intervento della compagna di Fernando Alonso. Di una banalità sconcertante. Con Neri Marcorè nella serata di venerdì sperano forse di dare un tono alla canzone.
Banalissima 4

AL BANO
Amanda è libera
E’ un pezzo che spiazzerà chi dal pugliese si aspetta una romanza pop. Un testo crudo su una ragazza immigrata che finisce a battere sulla strada e un sound etno pieno di echi e ritmi orientaleggianti, passaggi armonici e un’interpretazione vocale misurata e intensa. Colpo di teatro il venerdì con Michele Placido.
Sorprendente 6.5

GIUSY FERRERI
Il mare immenso
Look dark e gotico. Rock dai fraseggi chitarristici potenti, complice Corrado Rustici, e con una interpretazione aggressiva e sopra le righe che riconferma le grandi doti vocali dell’ex cassiera di supermarket. E’ uno di quei personaggi che divide: o la si ama, o la si odia.
Aggressiva 7

LA CRUS
Io confesso
Un’altra stupenda sorpresa: sembrerà di tornare ai Festival degli anni Sessanta, quando i protagonisti erano i Tenco, i Donaggio, i Bindi. Con citazioni western morriconiane, grazie agli interventi di Susanna Rigacci, soprano di fama internazionale e da dieci anni voce solista di Ennio Morricone. E un passaggio che potrebbe sollevare polemiche: “Non credo nel peccato amore mio perché non credo in Dio”
Vintage 10 e lode

I NUOVI BEATLES? SONO SICILIANI

“Ma chi sono questi qui? I Beatles?”. In America erano meravigliati, Bob Ludwig, che ha masterizzato praticamente tutti i big del rock, da Jimi Hentrix ai Led Zeppelin, da Bruce Springsteen ai Radiohead, e che inizialmente aveva chiuso la porta a quei tre “pazzi scatenati” provenienti da oltre Oceano, appena li ha ascoltati si è lasciato anche lui coinvolgere da questa magnifica follia. Altro che Oasis o Beady Eye (la nuova band di Liam Gallagher), i nuovi Beatles vengono dalla Sicilia. Hanno origini lontane, che sprofondando negli anni Ottanta e Novanta, nei Denovo e nei Nasca Tisa, e la loro Abbey Road profuma di arance e pasta con le sarde ed è una lunga strada che unisce Catania e Palermo. Si chiamano Bookshop&Gallery, dal nome di una libreria di San Francisco che negli anni Sessanta fu il covo della beat generation, e riaprono quella porta sulla storia del rock e dell’immaginario di quell’epoca. “I Am The Door, an Illustrated Musical Experience by Bookshop &
Gallery” è il titolo infatti del disco di debutto. Dietro al progetto, apparentemente straniero, si nascondono Toni Carbone, ex bassista dei Denovo e produttore di molte iniziative musicali siciliane, Roberto Terranova, palermitano animatore negli anni Novanta dei Nasca Tisa, e Roberto “Jamm” Giammanco, palermitano che vive a Milano, amante dei Fab Four, che ha curato anche la parte grafica del progetto.
“L’idea è nata a San Francisco – racconta Roberto Giammanco – Mi trovavo in una libreria, la Citylight bookstore di Lawrence Ferlinghetti, che è quella fotografata in copertina. Rimasi colpito dall’atmosfera, si respirava arte, letteratura, c’erano delle scritte curiose, come quella che dà il titolo al disco. Poi seppi che in quella libreria si incontravano Andy Warhol e Bob Dylan, Jack Kerouac e Allen Ginsberg. Da lì l’idea di fare un disco che mescolasse la musica, la psichedelica di quel tempo, la letteratura, l’arte. Ogni canzone è infatti accompagnata da una storiella, un racconto, e da una illustrazione”.
Doveva essere soltanto un gioco: tre amici che si riunivano e davano libero sfogo alle proprie passioni musicali. “I Beatles, prima di tutti – interviene Toni Carbone – E poi i Pink Floyd, Frank Zappa, i Radiohead, Beck, la psichedelica”. “Suonavamo in una villa a Mondello, fra una spaghettata e un bicchiere di vino, tipo schiticchio”, ricorda Giammanco. Poi le canzoni hanno cominciato a prendere una forma compiuta e gli amici da tre sono diventati tanti. “Tutti venivano a trovarci e ci chiedevano di potersi unire a noi”. Sono venuti gli Akkura, poi gli Apple Scruffs, e ancora Luca Madonia e Giovanni Sollima. “Registravamo tutto, anche i rumori d’ambiente, abbiamo fatto un lavoro “sporco” – ride Giammanco – Ma è nato tutto in modo spontaneo, libero”. Anche se il risultato sembra diverso: un disco curatissimo negli arrangiamenti, ricercato nelle sonorità. “Beh, poi c’è stato il lavoro di editing, di scelte e di missaggio – sottolinea Giammanco -
basti pensare che nell’intervento di Sollima ci sono nove violoncelli sovra incisi. Ma il primo obiettivo era quello di suonare le cose che ci piacciono, in libertà, in una commistione di amici e arti”.
Dalla villa di Mondello al Waterbirds Studio di Catania, il viaggio musicale e artistico dei tre amici è durato due anni ed è passato per Roma, Milano, Amburgo, New York. “Suonavamo e registravamo ovunque, anche in una stanza di New York è nata una canzone”, racconta Carbone. Incontrando nuovi amici, come l’artista americana Nancy Magarill che intreccia la sua voce con i violoncelli di Sollima in “Tonight Or Let’s Wait For A While”.
Psichedelia, coretti alla Beatles, rivisitati con spirito moderno e ludico, caratterizzano tutto il disco. Un gioiellino sonoro che si può rintracciare soltanto on line su iTunes, ma che presto potrebbe trovare all’estero una casa discografica. Nel frattempo la storia dei tre amici continua: “Abbiamo già pronti almeno una trentina di brani – annunciano – Ma vogliamo continuare a suonare soltanto per divertirci”.

DA ASCOLTARE

Due nomi da tenere a mente per il 2011: Anna Calvi, nome e origini italiane, ma inglese di nascita, con due “padrini” eccellenti, Nick Cave e Brian Eno. Una voce sensuale che si muove tra atmosfere parigine, jazz e pop. Debutta il 18 gennaio con il cd che prende il titolo dal suo nome. Seconda segnalazione per i Decemberists. Il 18 gennaio esce il secondo album, “The king is dead”, consigliato a chi non vuole attendere marzo per ascoltare il nuovo dei Rem. Infine vi invito a riscoprire i Kinks, storica band inglese, con il disco “See my friends”, in cui il vecchio leader Ray Davies ripercorre la carriera insieme a suoi grandi fan come Bruce Springsteen.

BUON 2011

U2, Vasco Rossi, Jovanotti, Giorgia. Ma anche Lady Gaga, Tiziano Ferro, Muse, Britney Spears, Duran Duran, Marilyn Manson, Mary J. Blige e Kiss: il 2011 sarà segnato da moltissime uscite discografiche. Si parte con la star del momento, Lady Gaga. In un’intervista a Rolling Stone, l’inarrestabile e imprevedibile Stefani Joanne Angelina Germanotta ha annunciato che svelerà il titolo del nuovo album alla mezzanotte di oggi. A febbraio torna invece una celeberrima band anni Ottanta, i Duran Duran. Simon Le Bon e soci hanno intitolato il cd ‘All You Need Is Now’, già disponibile (ma solo 9 brani su 12) in digitale dal 21 dicembre. Sempre a febbraio tornano i Kiss, che rientreranno in studio per cominciare la registrazione del successore di ‘Sonic Boom’. “Se tutto va per il verso giusto – hanno dichiarato – faremo uscire il nuovo disco nel corso dell’anno nuovo”.

A inizio aprile tocca ai Foo Fighters, che saranno in concerto in Italia al Rock In Idrho a Milano (Fiera di Rho) il 15 giugno. Nuovo album anche per i Muse. La band di Matthew Bellamy inizierà a registrare la prossima primavera e il cd uscirà entro la fine del prossimo anno. Nonostante l’incidente alla schiena di Bono e il tour stratosferico che ha registrato vari sold out in giro per il mondo, gli U2 sono riusciti a trovare anche il tempo di registrare un nuovo cd. Lo storico manager Paul McGuinness ha detto in un’intervista all’Irish Times: “Mi aspetto un nuovo album degli U2 prima di quanto qualcuno pensi, direi all’inizio del 2011, prima della prossima tappa del tour americano che inizia in maggio”. Il titolo è ancora provvisorio, potrebbe essere ‘Songs of Ascent’. Ma è certo che la band ha già suonato tre brani inediti dal vivo e Bono ha preannunciato di avere pronte una trentina di canzoni.

Uscirà l’8 marzo il nuovo album di Avril Lavigne. Molto romantico il titolo del nuovo lavoro dell’ex punkeggiante cantautrice canadese, ‘Goodbye Lullaby’. Ma nel 2011 sono attesi anche i nuovi lavori della reginetta del Pop Britney Spears, della regina del soul Mary J. Blige, del reverendo Marilyn Manson e della spumeggiante Nelly Furtado. Il suo quinto album sarà in inglese, a differenza dell’ultimo lavoro, ‘Mi Plan’, con cui Nelly ha tentato di guadagnare un’altra fetta di mercato nell’America Latina. Vasco Rossi merita, ovviamente, un capitolo a parte: pare che l’uscita del nuovo atteso album sia prevista per la prossima primavera. “Per fugare ogni dubbio che vola nell’aria vi comunico che l’album nuovo uscirà nel 2011 – ha sentenziato il Blasco -. Direi che per quest’anno di dischi ne sono usciti già abbastanza. E poi mi sembra il giusto periodo che dovete aspettare prima di ascoltarle (le canzoni, ndr), per controbilanciare un po’ il tempo e la difficoltà che mi sono costate. Sarà un album con 12 canzoni nuove e vi stupirà”. Sempre in primavera sono attesi i nuovi album dei Subsonica e di Tiziano Ferro. Il cantautore di Latina ha annunciato l’arrivo del nuovo album nella sua pagina Facebook. Per finire, due neomamme: Gianna Nannini e Giorgia, dopo essere state colleghe sul palco di Amiche per l’Abruzzo e aver dato alla luce Penelope e Samuel, usciranno con i rispettivi nuovi album. L’11 gennaio arriva ‘Io e te’ della Nannini, mentre ancora non si sa quando uscirà il nuovo lavoro di Giorgia. “Tra una pappa e l’altra mi sono rimessa al lavoro – scrive ai fan sul suo sito -. Conto di uscire con un disco nuovo nel 2011 ma non sono ancora in grado di dirvi quando esattamente. Cerco di sbrigarmi compatibilmente con il lavoro che effettivamente c’e da fare – conclude – per offrivi qualcosa che io senta parte di me”.

L’ANNO DEI LIVE, DAI TAKE THAT A JOVANOTTI
Il 2011 sarà l’anno dei live. Moltissime le star che saliranno sui palchi di tutta Italia, dai Take That a Ligabue e Jovanotti, passando per Katy Perry, Elisa e Gianna Nannini. Si parte il 22 gennaio dal Teatro degli Arcimboldi di Milano con Ligabue e il suo ‘Quasi acustico Tour’, che farà 28 date nei teatri di 20 città, concerti in teatri diversi nella stessa città. Si prosegue con i Tiromancino, il 14 febbraio a Milano e il 22 febbraio a Firenze. Il 23 febbraio Katy Perry, una delle popstar del momento, si esibirà al Palasharp di Milano. Sempre a febbraio, il 19, parte il tour di Giovanni Allevi, dal Palalottomatica di Roma. Il tour toccherà poi il 2 marzo Pescara, il 4 Pordenone, il 5 Padova, il 10 marzo Viareggio, il 12 Ravenna, il 21 Verona, il 29 marzo Montecatini e il 31 Rende (CS). Ad aprile il compositore sarà il primo a Latina e il 15 a Mercato San Severino (Sa). E’ già sold out la data degli Skunk Anansie, il 12 febbraio al Mediolanum Forum di Milano. Il 7 marzo tornano finalmente in Italia, per un’unica data, i My Chemical Romance. La band del New Jersey salirà sul palco del PalaSharp di Milano. Unica data, il 4 marzo a Roma, all’Atlantico Live, per i Gogol Bordello, il gruppo guidato da Eugene Hutz, che presenterà il loro ultimo cd Trans-Continental Hustle. Partirà il 4 marzo con due date a Roma il tour di Elisa, che promuoverà il nuovo album Ivy in 50 date. Previsti concerti a Milano, Bologna, Trieste, Torino, Napoli e Catania. Chiusura il il 22 e il 23 maggio al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia.

Il 2011 vedrà anche il ritorno sul palco di Jovanotti. Il suo nuovo tour salpa il 16 aprile da Rimini. Seguiranno tra l’altro date a Conegliano (19 e 20 aprile, Perugia (22 e 23), Acireale (26 e 27 aprile). A maggio date a Firenze (2 e 3), Mantova (7 maggio) Assago (10 e 11), Torino (18 e 19), Ancona (21 e 22), Brescia (24) e Parma (26). L’anno prossimo Vasco Rossi tornerà al Meazza di Milano a tre anni di distanza da due concerti da brivido con gli spalti strapieni e una polemica furibonda sui troppi decibel. Lo ha annunciato l’assessore ai grandi eventi del Comune di Milano Giovanni Terzi anticipando per l’estate 2011 il possibile raddoppio dei concerti: otto rispetto ai quattro dell’estate 2010. Con un sogno: riportare Springsteen a San Siro, dopo i due concerti del 2008 in cui Bruce sforò di 22 minuti la durata del concerto. Chissà se riuscirà a realizzarlo. Il 10 marzo parte il tour dei Negramaro, dal Palalottomatica di Roma (seconda data romana il giorno seguente). Il loro ‘Casa 69 tour’ chiuderà il 19 aprile a Bari. Lo Speak Now Tour di Taylor Swift sbarcherà anche in Italia, per una data al Mediolanum Forum di Assago, il 15 marzo. James Blunt si esibirà il 13 marzo al Palalottomatica di Roma e il 14 marzo al Mediolanum Forum di Assago, dove sbarcherà anche l’idolo delle ragazzine Justin Bieber, per la prima volta in Italia, con il suo ‘My World Tour’ il 9 aprile. La vincitrice di X Factor Nathalie, dopo il festival di Sanremo, sarà in concerto a Padova (Gran Teatro Geox) il 15 aprile.

La neomamma Gianna Nannini partirà in tour il 29 aprile da Assago, sarà poi il 3 maggio a Roma, il 7 a Reggio Calabria, il 9 ad Acireale, il 12 maggio a Eboli (Sa), il 14 a Caserta, il 16 a Perugia, il 18 Bologna, il 20 all’Arena di Verona, il 25 a Bolzano fino al 4 giugno a Torino. Il 9 marzo i Maroon 5 saranno di scena all’Alcatraz di Milano, dove il 10, ma al teatro degli Arcimboldi, si esibirà Mariano Apicella. Lunedì 2 e martedì 3 maggio, Biagio Antonacci torna ad esibirsi dal vivo, all’Arena di Verona. Il 6 maggio a Milano arriva Sade (Mediolanum Forum), mentre Zucchero partirà dall’Europa il 9 maggio all’Hallenstadium di Zurigo per poi debuttare in Italia con 5 concerti all’Arena di Verona: 2, 3, 4, 6 e 7 giugno. Il 15 giugno, all’Arena Fiera di Rho (Mi), sbarcano i Foo Fighters, che tornano in Italia dopo 5 anni di assenza. Roger Waters festeggia il 30/o anniversario dell’album The Wall con un tour che farà tappa a Milano (Mediolanum Forum) il 2,3, 4 e 5 aprile (sold out) e il 6 e 7 luglio. Il 12 luglio sarà il giorno dei Take That a Milano (unica data italiana), mentre Sir Elton John sarà il 12 luglio a Padova, il 13 all’Auditorium di Roma e il 14 al Lucca Summer Festival. I Toto saranno il 17 luglio al Castello Scaligero di Villafranca (Vr) per l’unica data italiana del loro ultimo tour insieme. L’estate 2011 vedrà sul palco anche i Bon Jovi, il 17 luglio allo Stadio Friuli di Udine, unica data italiana del tour mondiale della rockband americana.

I BIG IN GARA A SANREMO

Patty Pravo è in gara con ‘Il vento e le rose’
Emma con i Modà canta ‘Arrivera’
Luca Madonia con Franco Battiato ‘L’alieno’
Giusy Ferreri ‘Il mare immenso’
La Crus ‘Io confesso’
Anna Oxa ‘La mia anima d’uomo’.
Tricarico ‘3 colori’.
Al Bano ‘Amanda è libera’
Nathalie ‘Vivo sospesa’
Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario ‘Fino in fondo’
Anna Tatangelo ‘Bastardo’
Davide Van De Sfroos ‘Yanez’
Max Pezzali ‘Il mio secondo tempo’
Roberto Vecchioni ‘Chiamami ancora amore’

LUCA MADONIA: PORTO BATTIATO A SANREMO

«Cinque minuti prima del Tg1 mi ha chiamato Gianni Morandi: “Luca, guarda il telegiornale”, mi ha detto». E Luca Madonia è stato il primo a essere rimasto sorpreso dall’annuncio in diretta del direttore artistico e conduttore del prossimo Sanremo: la sua canzone sarà in gara tra i big. E ad accompagnarlo in questa avventura avrà un “padrino” d’eccezione: Franco Battiato.
«E’ accaduto tutto così all’improvviso», si meraviglia ancora Madonia, che aveva già calcato il palco dell’Ariston insieme con i suoi ex compagni dei Denovo, sia in in gara sia per una eccezionale reunion per un duetto con Mario Venuti. «Battiato fa un cameo nella canzone, un piccolo intervento nella parte finale – spiega – E’ una collaborazione frutto di una lunga amicizia e stima. In questi giorni stavo lavorando con lui e alcune persone del suo staff per il mio nuovo album e avevo chiesto una sua partecipazione. Ma mai e poi mai avrei pensato che accettasse l’idea di venire a Sanremo. “Ma ti immagini? Battiato al Festival”, mi chiedevo… Invece…». Invece lui ha accettato. «Per il divertimento di fare con un amico qualcosa che nessuno avrebbe mai immaginato», continua l’ex Denovo.
Come si articolerà la presenza sulla riviera ligure del “saggio” di Milo ancora Madonia non lo sa. Certamente Battiato non prenderà parte alla serata dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia: «Ma potrei orchestrare la canzone che sceglierà Luca, magari dirigerò l’orchestra», ha detto al Tg1. «La canzone ancora non l’ho scelta – precisa Luca Madonia – Certamente non sarà né Bella Ciao né Giovinezza. Non voglio portare una canzone politica, ma una bella melodia».
Una sorpresa è stata anche la “chiamata alle armi” di Morandi. «Gianni, Gianmarco Mazzi e Lucio Presta erano venuti proprio ieri (martedì per chi legge, ndr) a casa di Franco – racconta Madonia – Abbiamo ascoltato insieme il brano e mi avevano detto che mi avrebbero fatto sapere. Pensavo verso dicembre, quando sarà definito tutto il cast dell’edizione 2011 del Festival».
Il titolo provvisorio della canzone è L’alieno, «ma sarà anche quello definitivo», ed è un «brano tutto mio e nel mio stile»: melodia e echi beatlesiani, più la “chicca” finale di Battiato, «personaggio trasversale» che in questo periodo si presta a collaborazioni di grande eclettismo.
Si va così delineando il cast del Festival. Il nome di Luca Madonia si aggiunge a quelli già annunciati di Anna Oxa, Nina Zilli, Max Pezzali, Emma e Roberto Vecchioni.
L’artista catanese potrebbe non essere l’unico siciliano a trascorrere una settimana sulla riviera ligure. Tra i dieci finalisti di SanremoLab, l’Accademia dalla quale verranno selezionati due “nuove proposte”, c’è il ragusano Lorenzo Vizzini.

DA CATANIA INCHIESTA SUI GIOVANI

Dopo l’’esperimento con i Motel Connection, che hanno scelto i media universitari riuniti nel network Ustation e nell’’associazione degli operatori dei media universitari RadUni per lanciare in esclusiva l’’ultimo singolo del loro cd, la grande musica e l’’approfondimento culturale tornano in rete. Ustation e RadUni, in collaborazione con ArteVox e attraverso la musica, le riflessioni e i confronti che gli Amor Fou faranno nel mondo giovane e universitario italiano, dipingeranno un affresco della generazione del futuro attraverso l’’operazione ““E ci chiamano Giovani””.

Noti per il loro “pop d’inchiesta”, gli Amor Fou hanno un approccio musicale che nasce dall’incontro tra la tradizione cantautorale italiana e la curiosità che caratterizzava il cinema d’inchiesta del dopoguerra. La band, dopo l’indagine sulla morale italiana portata avanti con il disco “I Moralisti”, comincia a pensare al concept del prossimo disco: i giovani. E lo farà, per iniziare, con dei video in cui gli Amor Fou si sono interrogati su tre tematiche care ai giovani e non solo, e poi con una talk live dagli studi di Radio Zammù, la radio degli studenti dell’Università di Catania, venerdì 26 novembre 2010 alle ore 17, in streaming video su Ustation.it. La talk live si terrà in occasione del concerto in programma la stessa sera al Clone Zone di Catania. Proprio per questa perfomance della band saranno messi in palio 5 ingressi gratuiti, che verranno regalati all’’interno della trasmissione “Aria Fritta” di Radio Zammù.

Lo scopo di questa iniziativa è creare dei momenti di confronto e dibattito che possano diventare spunti e storie di cui parlare nei testi delle canzoni del prossimo disco. I video degli Amor Fou saranno pubblicati su www.ustation.it – sul profilo della band www.ustation.it/amorfou – a partire dal 9 novembre, per 3 settimane consecutive, per sfociare poi nella talk live in cui la band si confronterà direttamente con le domande degli speaker universitari catanesi e di tutte le radio associate a RadUni e presenti nel network Ustation.

“La canzone d’autore non deve più relegarsi sistematicamente alla sola messa in musica del proprio mondo interiore, ma piuttosto tornare ad essere mezzo di lettura e analisi della quotidianità, che resta un incredibile contenitore di esempi e messaggi -– dichiara Alessandro Raina, autore dei testi e cantante degli Amor Fou –- ecco perché solo attraverso l’inchiesta è possibile comprendere la realtà e trovare nuove storie di cui parlare”. E in questo esperimento che li porterà a prendere spunti per il nuovo album si affiancano, condividendone i valori, Ustation e RadUni. ““Puntiamo molto sulla promozione della cultura musicale –- spiega Gianluca Reale, co-founder di Ustation -– e questa operazione ci sembra vada nella giusta direzione: dare voce ai giovani attraverso artisti e musicisti sensibili e graffianti, come gli Amor Fou””. Concorde anche Gioia Lovison, presidente di RadUni, quando dice che ““gli artisti, al giorno d’’oggi, hanno una responsabilità morale nei confronti dei giovani. E una band come gli Amor Fou dimostra, in questo senso, una sensibilità fuori dal comune””.

Gli Amor Fou iniziano questo viaggio tra i giovani e le università interrogandosi su 3 temi scelti dagli studenti dei media universitari:

L’amore nell’era del Web 2.0
Amor Fou ha diversi significati. Amore Folle per come si legge, l’amore che fu per come suona. La fine del romanticismo dell’era moderna, di cui crediamo che una delle cause siano i social network, passati da mezzo rivoluzionario per abbattere le distanze a sviluppare una tendenza ad abbattere i rapporti sociali, a scapito di un romanticismo sempre più virtuale e meno reale.

Libera informazione o informazione libera?
Cosa conosciamo davvero della storia italiana degli ultimi 30 anni? Credete anche voi che il manicheismo tipico della cultura italiana fin dai tempi dei guelfi e ghibellini abbia portato un’anomalia nella comunicazione mediatica, tanto da avere un’informazione strettamente legata alla controinformazione sempre più estremista? Per scrivere canzoni e per parlare dei nostri personaggi noi giriamo l’Italia e parliamo con le persone che la vivono. Siamo molto fortunati a poterlo fare, ma siamo convinti che “far parlare i luoghi” sia il modo migliore per informarsi. Che ne pensate?

Giovani e Lavoro
Che ne pensate di un ragazzo di 30 anni che lascia un lavoro sicuro e ben pagato per inseguire la sua più grande aspirazione, cioè fare il cantautore? Credete come noi che oggi ci si debba forzatamente inventare un lavoro per sopravvivere? E’ finita l’epoca del lavoro sicuro e del lavoro uguale per 40 anni.

TERRAE

l primo disco 38° parallelo instabili terre venne indicato tra i migliori 100 cd del 2005 dalla rivista olandese Heaven Pop Magazine. «Stavamo tra Dylan e Ry Cooder», ricorda ancora stupito Antonio Livoti.
La sorpresa è che siano stati gli olandesi a scoprire e segnalare Terrae, compagnia siciliana di musiche popolari che fonde con straordinaria espressività tradizione e suoni contemporanei. I messinesi Antonio Livoti, chitarra, Cesare Frisina, violino, Francesco Di Stasio, contrabbasso, ed il catanese Giorgio Rizzo, percussionista, hanno adesso pubblicato il secondo lavoro discografico, Unknown people, che rinnova le meraviglie del primo.
Dieci brani originali e un omaggio ai loro conterranei Taberna Mylaensis in una sorta di concept album «nato dopo quattro anni di letture storiche su vicende siciliane – spiega Livoti – Volevamo parlare di una Sicilia non vista, poco nota, volevamo capire le ragioni storiche di questa cappa di passività e abbiamo scoperto che la Sicilia non è stata sempre così, che ci sono stati moti, rivolte, spesso represse in modo brutale, i Vespri, i Fasci».
Protagonisti delle canzoni sono «tutti coloro che in settecento anni di storia siciliana hanno lottato per la libertà». Braccianti, bambini, carcerati, pescatori, esclusi dalle pagine dei libri di storia. Sono loro a raccontare, attraverso canti tradizionali recuperati dal passato con un lungo lavoro di ricerca e rimodellati attraverso l’elettronica, il jazz, la musica cameristica. E può accadere che i “viddani” de La vida breve s’incontrino con chi combatteva per la libertà nella guerra civile spagnola. Mescolanze di mondi, di suoni, di lingue. Come in Ciciri francisi che narra in francese la cacciata degli Angioini. «Abbiamo realizzato questo disco come se fosse un dipinto – racconta ancora Livoti – Ci servivano dei colori, dei linguaggi per tracciarlo, per concettualizzarlo. Alla fine, destrutturizzando le forme canoniche, ottieni un solo linguaggio musicale». E nuovo, ricco di tensioni e pulsioni, ritmico e melodico, moderno e antico allo stesso tempo.
Musica globale, quella di Terrae, che non disdegna commistioni con il teatro, come in C’è cu cci pensa, efficace quanto realistico e drammatico ritratto della Sicilia di oggi. Non a caso, Terrae sarà protagonista dello spettacolo del regista Giovanni Boncoddo, Romeo – soggetto in condizioni di emergenza con compromissione delle funzioni vitali – Un notturno del corvo Joe in cartellone al Vittorio Emanuele di Messina il 30 e 31 marzo 2011.

Statistiche

Visite oggi: 66

Totale: 180725

Commenti recenti