SCOOP: IL CAST DI SANREMO
Il conduttore del prossimo Festival di Sanremo sarà il giornalista Bruno Vespa, affiancato da tre presenze femminili: Belen, la mora, Noemi, la bionda, e il ministro Brambilla, la rossa. Tornerà il DopoFestival (sottotitolo: Colpo Grosso al Casinò) condotto dal direttore del Tg1 Minzolini e da Paola Perego, attorniati da otto Pupe (quelle della trasmissione di Italia1 La Pupa e il Secchione) in topless. Quasi definito anche il cast dei big: Apicella, Sal Da Vinci, Gigi D’Alessio con una canzone firmata da Mogol, Anna Tatangelo con un canzone di Gigi D’Alessio, il duo D’Alessio-Tatangelo con una canzone firmata dal ministro Bondi, Er Trota (alias il figlio di Umberto Bossi), Edoardo Vianello, Enrico Ruggeri, la band tutta al femminile Palazzo Grazioli, formata da quattro escort di lusso, Clemente Mastella. A dare il via alla sfida canora sarà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, da quale si attende una immediata impennata dei sondaggi, pardon, degli ascolti. Il venerdì è atteso l’ospite internazionale, Putin. Mentre la serata finale vedrà il ritorno di Berlusconi, nelle vesti di proprietario delle reti Mediaset in rappresentanza di Maria De Filippi.
BUON COMPLEANNO ELVIS
In occasione del 75mo anniversario della nascita di Elvis Presley, la Legacy Recordings, in collaborazione con Elvis Presley Enterprises, Inc. e Viva Elvis by Cirque du Soleil all’ARIA Resort & Casino in Las Vegas, pubblicherà in tutto il mondo, a novembre 2010 “Viva ELVIS – The Album”, una celebrazione di Elvis, della sua musica e della sua voce in un contesto del tutto nuovo.
L’indiscusso Re del Rock’n'Roll rimane una delle icone più importanti della cultura pop. “Prima di Elvis” disse John Lennon “era il nulla.”
Con una mossa del bacino e la potenza della sua voce Elvis ruppe le barriere e sconvolse lo status quo, rivoluzionando il mondo della musica, del cinema e della moda, segnando allo stesso tempo un cambiamento di proporzioni sismiche nelle relazioni di genere, classe, razza e generazionale.
La rivoluzione di Elvis continua con “Viva ELVIS – The Album”. Questo capolavoro postmoderno evoca lo spirito e l’essenza di Elvis da una prospettiva contemporanea perpetuando gli impulsi rivoluzionari della musica di Elvis. “Viva ELVIS – The Album” reimmagina le performance vocali del Re in diverse ambientazioni musicali. Questo nuovo suono riflette l’enorme versatilità di Elvis nel padroneggiare tutti i generi musicali, dal blues del delta al rockabilly, dal soul più crudo al gospel, dal Southern folk al Vegas pop, incorporando allo stesso tempo elementi di garage rock, punk, urban e hip-hop.
“Come suonerebbero le canzoni di Elvis se le interpretasse oggi per la prima volta?” si è chiesto il produttore e arrangiatore dell’album Erich van Tourneau, nonché direttore musicale e arrangiatore di Viva ELVIS by Cirque du Soleil. “Abbiamo cercato di evocare l’anima e lo spirito di Elvis Presley costruendo un ponte fra la sua musica e le generazioni future di fans.”
Mentre lavorava alle musiche per Viva ELVIS, van Tourneau (aiutato da Hugo Bombardier, assistente produttore e assistente arrangiatore di “Viva ELVIS – The Album”) ha passato più di 3000 ore riascoltando e rivedendo innumerevoli album, film, registrazioni di concerti, interviste e registrazioni casalinghe di Elvis. Durante questo processo di revisione sono stati estratti più di 17000 sample tratti dalle sue canzoni, a costituire il materiale grezzo su cui si è basato lo show. Lavorando con decine di migliaia di samples della voce di Elvis, van Tourneau e Bombardier hanno cucito assieme diverse sequenze e suoni nello stesso brano, a volte cambiando dettagli come la tonalità e il tempo. Nella creazione di “Viva ELVIS – The Album”, van Tourneau ha cercato di accentuare e dare una spinta alla carica emozionale delle canzoni incorporando elementi reggae, punk o hip-hop nelle registrazioni classiche. In ognuno dei brani comunque, lo scopo è stato quello di rispettare e capire l’essenza delle registrazioni originali.
Per celebrare ognuna delle diverse ere musicali del genio di Elvis, “Viva ELVIS – The Album” include canzoni risalenti al periodo dell’ascesa al successo di Elvis negli anni ‘50, le colonne sonore dei suoi film, il suo trionfale ritorno sulle scene nel famoso “’68 Special” e le sue spettacolari apparizioni a Las Vegas. “Burning Love”, “Suspicious Minds”, “Blue Suede Shoes” e “It’s Now or Never” sono solo alcune fra le canzoni che sono state reimmaginate e trasformate per “Viva ELVIS – The Album”.
“Viva ELVIS è un’esperienza musicale eccitante” ha detto Adam Block, Vice Presidente e General Manager di Legacy Recordings. “E’ creativo e contemporaneo e colloca senza alcuno sforzo Elvis e la sua musica in un contesto che piace a fan di ogni età e di ogni genere musicale. C’è una freschezza, un senso di novità in queste canzoni che ti afferra e ti strapazza. Non da ultimo testimonia una volta per tutte come Elvis era e resti un grandissimo artista anche ai giorni nostri”
Viva ELVIS by Cirque du Soleil, un’armoniosa fusione di danza, acrobazia e musica dal vivo, ha aperto quest’anno in uno speciale teatro da 1.800 posti appositamente realizzato all’ARIA Resort & Casino di Las Vegas. Un tributo alla vita e alla musica di Elvis Presley, Viva ELVIS si focalizza sull’essenziale umanità di una superstar il cui nome sarà per sempre legato a quello della storia della città di Las Vegas: Elvis Presley. Momenti significativi della sua vita – intimi, giocosi, grandiosi – si mescolano con canzoni senza tempo che rimangono tanto rilevanti oggigiorno quanto il giorno in cui per la prima volta balzarono in cima alle classifiche.
Per maggiori informazioni visitate il sito www.vivaelvis.com
bono pizzaiolo
C’è chi l’ha divorata avidamente, chi avrebbe preferito conservarla, chi è riuscito a strappare un autografo sul cartone: i fan degli U2 assiepati fuori dall’Olimpico la sorpresa più grande e inattesa l’hanno avuta giovedì notte, quando Bono & compagni, al termine delle prove, sono usciti dallo stadio con una pila di pizze fumanti, giocando ai camerieri. «Era l’una e mezza – racconta Massimo, 29 anni di Torino – avevamo ormai perso le speranze che uscissero. A un certo punto è arrivata un’auto nera e dentro c’erano gli U2 al completo. Hanno iniziato a tirare fuori dal baule pizze su pizze. Bono era il primo e le distribuiva a tutti i fan, che a quel punto avevano ormai rotto il cordone di sicurezza. Ma loro continuavano indisturbati a passarci le pizze. Sono dei grandi, è una dimostrazione di affetto per noi molto più bella che se ci avessero firmato cento autografi».
Ottanta ne avevano ordinate, tutte Margherita, uguali a quelle che avevano mangiato loro quattro per cena, per offrirle a chi si accingeva a trascorrere la notte in un sacco a pelo o sotto una canadese davanti allo stadio per conquistare ieri pomeriggio un posto in prima fila sotto il palco. E da lì ha preso forma il grande regalo con cui i fan hanno ricambiato i loro beniamini: l’enorme bandiera irlandese, composta di migliaia di cartoncini arancioni, bianchi e verdi, accompagnata dal lancio di centinaia di palloncini rossi a forma di cuore.
Per assistere al debutto della seconda tranche del “360° Tour” sono venuti a Torino da tutt’Italia, animando una città vuota, in cui le grandi fabbriche hanno chiuso per ferie e molti negozi hanno le serrande abbassate con l’arrivederci alla fine di agosto. Più di ventimila spettatori sono arrivati da fuori del Piemonte, in 3.500 dall’estero. E ieri mattina il volo WindJet da Catania a Torino era carico di giovani e non, “armati” di zainetto e biglietto per il concerto.
Dopo il concerto, corsa alla residenza Villa Doria “Il Torrione” nelle campagne che circondano Pinerolo. Alcune voci davano per probabile una grande festa di compleanno per i 59 anni del chitarrista The Edge, all’anagrage Dave Howell Evans, che li compirà per la precisione l’8 agosto, al quale ieri i 45mila dell’Olimpico hanno intonato il classico happy birthday. 
HJF QUARTA
Quarta e ultima giornata dell’Heineken Jammin’ Festival con l’evento Pearl Jam. Facciamo gli scongiuri, ma il tempo sembra essersi rimesso al bello. Bene i Gomez ai quali è spettato suonare sotto il sole delle tre del pomeriggio. Fra poco salirà sul palco la “bomba” sexy Beth Ditto la donna che con i suoi cento chili e oltre ha sdoganato lo slogan «grasso è bello». E’ diventata un’icona fashion dell’extralarge, contesa da stilisti di tutto il mondo e dalle riviste che le hanno dedicato anche la copertina fotografandola senza veli.
Dal vivo è divertente. Punk in certi atteggiamenti e in alcuni brani mostra una gran voce. Cade anche dal palco, ma non si fa male. Per la sua mole, però, non riesce a risalire sul palco e allora si getta tra la folla e fendendola rientra dal backstage. Nel finale propone una cover di Tina Turner, “What’s love got to do with you?” prima di cavalcare l’hit “Heavy cross”, canzone-spot che forse non la rappresenta al meglio.
Si è alzato vento in Laguna. Nubi scure in lontananza. Continuiamo a far scongiuri, ma comincia anche a cadere qualche goccia di pioggia.
Skin affronta la pioggia come un gallo da combattimento scatenando gli Skunk Anansie in un concerto rovente. Ecco la scaletta:
SCALETTA SKUNK ANANSIE
1. Selling Jesus
2. Charlie Big Popatoe
3. Because of you
4. Squander
5. Hedonism
6. I can dream
7. My Hugly Boy
8. Weak
9. Secretly
10. Twisted
11. Chaep Honesty
12. Hotel Tv
13. Tear The Place Up
14. Shank Heads
15. Little Baby Swastika
Il marchio di fabbrica non è sbiadito. Chitarre torride, ritornelli che vanno giù con facilità, fughe nella melodia. E poi lei: la conturbante, sfacciata, travolgente, calva, Skin. Balza come una pantera nera da una parte all’altra del palco, cammina sul pubblico che la solleva in aria. E’ una belva feroce, ma sa anche emozionare come in “Hedonism” e “Secretly”. Si viaggia da “Selling Jesus” a “Little baby swastika” attraverso quindici brani, gran parte hit, e “My ugly boy”, singolo inedito del nuovo album con lei alla chitarra. Il finale è selvaggio. Chissà se il 13 luglio il teatro antico di Taormina resisterà alla sua furia.
Non piove più. C’è fresco e non piove più. Alle 19.30 salgono sul palco Ben Harper e Relentless 7.
Seduto con la chitarra sulle gambe Ben Harper apre il live-act nel segno di Jimi Hendrix. E il musicista americano sembra una piccola enciclopedia delle musiche dei nostri tempi, citando Led Zeppelin (Heartbreaker), Wonder, Traffic, rileggendo “Under pressure” di David Bowie-Queen che offre lo spunto per un duetto d’eccezione: a sorpresa si unisce alla band anche Eddie Vedder dei Pearl Jam. Cortesia che Harper dovrebbe ricambiare durante l’esibizione della band di Seattle nel brano “Red Mosquito”. Un momento epico, emozionante. Pubblico in delirio.
Adesso sono le 21.20 e cresce la tensione. E anche il pubblico. Circa 50mila spettatori dice la polizia municipale. Concordano sorprendentemente con gli organizzatori. Tutti si accalcano davanti al palco, sventolano bandiere della pace. E’ un pubblico eterogeneo: molti giovani, ma anche molte cape bianche.
S’inizia con “Given to fly”. I Pearl Jam sono in grande forma, vecchie e nuove canzoni fra inediti e chicche: la cover di “Arms aloft” di Joe Strummer. Scivolano Fixer, Small Town, Breath, Even Flow, Evolution, Unthought, Porch. Riappare Ben Harper per “Red mosquito”. Un crescendo. Eddie Vedder a ogni canzone dà un sorso a una bottiglia di vino rosso. Si accende una sigaretta sul palco, fuma. Si appende al micorfono. Il pubblico è in delirtio. I Pearl si confermano ancora oggi una delle più grandi band dal vivo del pianeta. Il concerto continua, ma il bel tempo e, soprattutto, il bel rock è tornato sulla Laguna. ROCKIN’ IN THE FREE WORLD!!!
E IN SICILIA?
Ieri sera nel Nord Est dell’Italia c’erano contemporaneamente quatto eventi. L’Heineken a Venezia, Stevie Wonder a Verona, Ozzy Osbourne a Piazzola del Brenta e a Udine i Los Lobos. Musica per tutti i gusti e tutte le tasche. Simili occasioni sono impossibili da rintracciare in Sicilia, dove bene che vada in certi giorni di agosto si sarà indecisi se andare al concerto di Alessandra Amoroso o a quello di Mario Biondi, oppure allo show dei Litfiba, o starsene a casa ad ascoltare il disco dell’artista preferito. Nell’asfittico panorama musicale siciliano, dove manca il coraggio di puntare su una programmazione alternativa e si ripetono i soliti noti, segnaliamo però il Festival Ypsigrock di Castelbuono, nel cuore delle Madonie, che quest’anno presenta un cast d’eccezione. Aprono il 5 agosto, nella loro unica data italiana, i Dinosaur Jr, nome storico dell’indie-rock a stelle e strisce. Il giorno dopo sarà la volta dei Gang Of Four, band di punta della prima new wave inglese, mentre il 7 arriveranno Telepathe, duo synth pop di New York. Chiusura l’8 agosto con i These New Puritans, nuova sensazione della scena indipendente anglosassone.
Oggi, intanto, qui al Parco San Giuliano di Mestre si chiude l’Heineken Jammin’ Festival con un cast d’eccezione. In ordine di apparizione: Gossip, Skunk Anansie, Ben Harper e Pearl Jam.
HJF TERZA
Le idrovore hanno lavorato tutta la notte, e ancora questo pomeriggio i trattori sono al lavoro per coprire le buche aperte dal violento acquazzone di domenica sera. Davanti al palco ferito (due megaschermi danneggiati attendono di essere sostituiti) uno sparuto gruppo di ragazzi a sfidare la cappa d’afa riformatasi sulla Laguna dopo i brividi freddi della sera precedente.
Sul palco Airys, che non è altro che l’anagramma di Syria. Il suo alter ego in versione elettronica e alternativa. Braccio destro tatuatissima, minigonna e maglietta a rete con due X a coprire i capezzoli (non porta reggiseno). Versione sexy, ma la platea è davvero misera.
Stasera, se il tempo non farà altre sorprese, si dovrebbe andare sin oltre notte fonda. I Black Eyed Peas saliranno sul palco alle 21 e dopo un’ora e mezza di show cederanno il testimone ai Massive Attack che proseguiranno per un’altra ora e mezzo.
Dopo Airys è stata la volta dei Club Dogo, rap martellante e monotono. I Nerd alzano il livello, ma il permaloso leader interrompe brevemente lo show, non si capisce perché: se un motivo tecnico o una bottiglia lanciata dal pubblico. Più probabilmente è nervoso perché davanti al palco sonoi quattro gatti. Oppure, come qualcuno suggerisce, ha sbagliato flacone… Confesso che è una musica che non mi esalta. Medito di trasferirmi per la serata a Verona per vedere Stevie Wonder. Sono ancora in tempo…
HJF SECONDA BIS
Come già avrete letto sui giornali, il nubifragio che ieri sera si è abbattuto su Venezia ha fatto saltare l’esibizione dei Green Day. Non è la prima volta che l’HJF s’interrompe per una perturbazione meteo, accadde – e in modo molto più grave – nel 2007. Questa zona, come tutto il litorale adriatico veneto, è a rischio, instabile meteorologicamente, in quanto spesso vengono a scontrarsi le correnti d’aria fredda provenienti dalle Dolomiti con l’afa del mare provocando trombe d’aria e temporali. Ieri sera il vento andava a 74kmh e cadevano 200 mm di pioggia all’ora. Ma gli organizzatori insistono a mantenere la sede della Woodstock italiana sulla Laguna. Errare è umano, perseverare…
Si sono visti invece gli Editors in un pomeriggio africano. L’elettronica dark della band britannica ipnotizza, avvolge, con il suo carico di melodia e pathos. Molto teatrale Jared Leto, il front-leader dei 30 Seconds to Mars che hanno avuto la possibilità di chiudere lo show prima che scoppiasse il finimondo. Fin troppo teatrale però. L’attore hollywoodiano si dilunga troppo nel dialogare con il pubblico o in gag all’insegna del “fuck” e “fucking”, portando anche in scena maschere e pupazzi umani. La musica strizza l’occhio agli U2. Forse in disco sono migliori. Stasera, tempo permettendo (il cielo è ancora incerto su Venezia), la serata dance con Black Eyed Peas e Massive Attack. A pochi chilometri di distanza suona un mostro sacro della musica black: all’Arena di Verona è di scena Stevie Wonder.
Una comunicazione di servizio per i siciliani che erano ieri sera al concerto dei Green Day poi annullato. Potranno riutilizzare il biglietto o per stasera oppure per domani per il concerto dei Pearl Jam. Se invece optassero per il rimborso, da lunedì 12 luglio fino al 31 potranno ottenere un rimborso parziale del 50% (ovvero 25 euro) rivolgendosi alle rivendite dove hanno acquistato il biglietto.
HJF SECONDA
Stasera, insieme con Green Day, 30 Seconds To Mars, Editors, Rise Against, ci saranno The Bastard sons of Dioniso, la band uscita da X Factor. Alla domanda gli fosse piaciuto il concerto di ieri sera degli Aerosmith, hanno candidamente risposto così: “Non conoscevamo gli Aerosmith, ci giocavamo con Rock Guitar Hero”. Così nascono i rockers di oggi!?
Comunicati i dati regione per regione del pubblico della serata di ieri. Noi siciliani non siamo messi tanto bene: soltanto in 101 sono qui al Parco San Giuliano a seguire la quattro giorni di festival. Peggio di noi Calabria, Molise, Basilicata, Sardegna e Val d’Aosta. Più presenti invece lombardi, veneti, emiliani e piemontesi.
Altro dato: a restare in campeggio nel parco sono 2.367 persone, soltanto il 9% della gente che assiste la sera al concerto dell’headliner.
AL VIA L’HEINEKEN JAMMIN’ FESTIVAL
Con il trionfo degli Aerosmith è cominciato ieri la nona edizione dell’HJF anche quest’anno ospitato nel Parco San Giuliano di Venezia. Sessantadue anni, Steven Tyler è ancora un mostro del palcoscenico. “Mostro” perché ricorda Ornella Vanoni per tutti i lifting e i ritocchi facciali. Ma “mostro” anche perché per oltre due ora canta alla sua maniera senza mostrare alcun calo. Tutta la band di Boston si è confermata una perfetta macchina di guerra, composta da eccelsi mestieranti. Ripercorsi 40 anni di carriera con tutti i loro successi più popolari. Prima di loro, i Cramberries, la cui cantante Dolores O’Riordan ha invece avuto qualche defaillance vocale. E, fatta eccezione, per i cavalli di battaglia del gruppo – “Linger” “Zombie” e “Salvation” – per il resto la band irlandese ha un po’ annoiato. Bravissimi invece gli Stereophonics, nonostante siano stati costretti ad esibirsi alle sei di sera, con un caldo afoso ancora feroce e davanti soltanto a 5.000 spettatori. E il calo degli spettatori – per gli Aerosmith si sono raggiunti i 22.000 paganti – è la nota negativa di questa edizione, che prevede per stasera 18mila presenze per i Green Day, 30 Second to Mars e Editors, appena 10mila per i Black Eyed Peas e Massive Attack lunedì. Mentre si spera nel botto finale per i Pearl Jam che hanno fatto già vendere 33mila biglietti.
Perdente soprattutto la battaglia con un esercito di milioni di zanzare d’ogni forma e tipo che infesta la laguna.
MUSE E WIFI
Ho tentato martedì sera di andare in diretta sul blog dal Meazza per il concerto dei Muse, purtroppo però il collegamento con internet è risultato ancora precario. Mancava una rete wifi e la chiavetta non andava veloce (cosa che mi capita spesso a Milano). A mala pena riusciva ad aprire il nostro server di posta elettronica e ciò mi ha permesso d’inviare il pezzo al giornale. Al commento dello show aggiungo solo che i Muse in uno stadio, in mezzo a una scenografia così megalomane, scompaiono un poco e risultano freddini. La loro dimensione ideale rimane quella dei palasport. Un po’ troppo fritto misto poi la linea musicale: classica, blues, hard rock, U2, Queen, Pink Floyd, Depeche, Strauss, Chopin, romanticismo e rivolta. Un’ottima figura l’hanno fatta anche i Kasabian, gruppo di supporto del quale raramente si accenna negli articoli. Quello che invece volevo ora sottolineare è la mancanza in Italia di una rete wifi, ormai esistente in molte parti d’Europa, che – anche a pagamento – riesce a farti navigare su internet velocemente. Eppure non è un’impresa straordinaria realizzarla, molto probabilmente però sfumerebbe l’affare adsl.




