giovedì, 11 marzo 2010
POST IT
di Giuseppe Attardi

«Ho poche idee, ma confuse»

«Gli italiani corrono sempre in aiuto del vincitore».
«La situazione politica in Italia è grave, ma non seria».
«Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura».
«Fra 30 anni l’Italia non sarà come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione».
«L’italiano è un tentativo della natura di smitizzare se stessa. Prendete il Polo Nord: è abbastanza serio, preso in sé. Un italiano al Polo Nord vi aggiunge subito qualcosa di comico, che prima non ci aveva colpito».
«In Italia la linea più breve fra due punti è l’arabesco».
«In questo paese che amo non esiste semplicemente la verità. Altri paesi hanno una loro verità. Noi ne abbiamo infinite versioni».
«In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti».
«Per gli italiani l’inferno è quel posto dove si sta con le donne nude e con i diavoli ci si mette d’accordo».
«Le dittature hanno questo di buono, che sanno farsi amare».
«Oggi anche il cretino è specializzato».
«Ho poche idee, ma confuse».
«Il sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati alle nuvole».

Frasi di Ennio Flaiano mirabilmente raccolte e messe insieme da Massimo Gramellini su “La Stampa”

VALANGA DI DISCHI

Il 5 marzo sembra una data fatidica per l’industria discografica che ha concentrato in quel giorno l’uscita di molti dischi. Da “Plastic beach”, la spiaggia del dopo finemondo dalla quale i Gorillaz inviano messaggi sonori divertenti al trascinante live di Ben Harper, da vedere a Mestre in concerto, sino ai dodici inediti di Jimi Hendrix (da non perdere), ai Gabin e tanti altri. Ma nella valanga di dischi non posso non rammentarvi “Scratch my back”, disco-capolavoro di Peter Gabriel, straordinario, drammatico, commovente della rilettura di classici del rock per orchestra e voce e senza batteria e chitarre.

TORNA IL JAMMIN’ FESTIVAL

Quattro giorni di ‘Heineken Jammin’ Festival’, che torna al Parco San Giuliano di Venezia il 3, 4, 5 e 6 luglio prossimi per portare di nuovo in Italia il meglio del rock internazionale. L’evento – organizzato da Live Nation, promosso da Heineken Italia, ospitato dal Comune di Venezia e giunto alla dodicesima edizione – proporrà decine di concerti per quattro giorni consecutivi, proponendosi come l’appuntamento più prestigioso dell’anno non solo in Italia ma anche all’estero. Sul palco dell’edizione 2010 si alterneranno non solo gli artisti italiani e stranieri più famosi ma anche tanti gruppi emergenti per oltre 40 ore di musica dal vivo. Tra gli artisti confermati: il 3 luglio Aerosmith e The Cranberries; il 4 luglio Green Day, 30 Second to Mars, Rise Against; il 5 luglio The Black Eyed Peas e Massive Attack, il 6 luglio Pearl Jam, Ben Harper & The Relentless, Skunk Anansie, Gossip e Wolfmother.

SANREMO DIRETTA

Fra i giovani ha vinto Tony Maiello, pupillo di Mara Maionchi. In finale è entrato il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Canonici. E’ il festival dei raccomandati?

IN DIRETTA DA SANREMO

Ariston Roof – Sala Stampa
comincia il 60° Festival di Sanremo quest’anno a digiuno di cibo per influenza, ritardi per neve e mancanza della donna fila al banchetto piemontese… Ci consola il fatto che la Clerici è dimagrita fino alla taglia 42.

Bonolis e Laurenti… Qualche collega urla: “Vi prego, rimanete”.

Il primo blocco di cantanti non ha convinto: Arisa meglio di Irene Grandi. Scanu e Cutugno da dimenticare.

Cassano meglio in campo che con la cravatta all’Ariston. Ma perchè la Clerici continua a chiamare gli applausi del pubblico?

Nino D’Angelo: O babà, a sfogliatina e Jamme Jà. Napoli punto e capo. Esultano gli amici de Il Mattino. Mengoni senza Morgan? …che gara è? …alimentiamo la polemica.

Susan Boyle più carina, potere del successo televisivo. Emozionante.

Ma è Cristicchi o Caparezza? Sarko sì, Sarko no.

Malika Ayane strappa applausi da mezza sala stampa. E’ una notizia.

22.47 – Il Trio: PUPO-PRINCIPE-TENORE  W L’ITALIA DEL FESTIVAL

Italia di Mino Reitano era arte a confronto?

Quiz: Chi è più basso seduto al pianoforte, Pupo o Cocciante?

E se vincessero il Festival facendo breccia nel cuore degli italiani, orgogliosi e in tutto il mondo?

22.49 – Finisce l’agonia tra lo sventolio del tricolore.

Ode a Morgan, la Clerici legge un verso della sua canzone “La sera”. Ancora polemiche.

“Morgan, spero che tutti quelli come te si possano ritrovare” dice la Clerici. Ma dove? Al pub, al parco sulle panchine o alle festicciole in Sardegna?

Cassano aggiunge il carico: “Dirò sempre Forza Italia”. Però è simpatico. Alla fine lancia la pubblicità in barese. Ecco spiegato di cosa si parlava quando si diceva il  dialetto a Sanremo.

Ruggeri con Andrea Mirò che dirige l’orchestra tra chitarre e violini. Il mistrioso Enrico appare un po’ scarico ma almeno tiene il palco.

Sonohra con l’H. Dove sono Elio e le Storie Tese?

Povia resta l’unico a cantare qualcosa di diverso. De gustibus…

23.35 Antonellina riprende il pubblico che dopo tre ore del nulla si sono alzati per bere un po’ d’acqua..

Irene feat i Nomadi… perchè il mondo piange? Fatti una domanda e datti una risposta. Siamo già in orario Marzullo.

Noemi, figlia di X Factor, sul palco di Sanremo si muove bene. La voce piace anche se stona, la canzone un po’ meno nonostante gli arrangiamenti dell’orchestra.

22.46 Ultima canzone

Ahò 2.0 Fabrizio Moro. Reggae-pop di vita vissuta: ha fatto di meglio, ma non è er pejo del Festival.

00.00 Ecco Dita Von Teese, la regina del Burlesque… seducente. La tv nazionalpopolare esagera, tanto paga mamma Rai. A Sanremo tutto è concesso, a nanna i bambini.

I BOCCIATI (ELIMINATI): CUTUGNO, PUPO-PRINCIPE-TENORE, NINO D’ANGELO.

Buonanotte.

SANREMO, SI RICOMINCIA: LE PAGELLE

ARISA 6.5
“Malamoreno”
Canzoncina vintage sullo stile del Trio Lescano, swing e naif. Canta l’amore universale che sopravvive anche quando finisce il mondo. Divertente.
FABRIZIO MORO 5
“Non è una canzone”
La stessa canzone di sempre, a metà tra Rino Gaetano e Vasco Rossi, la stessa espressione incazzata, cambia solo la musica: reggae invece di rap. A muso duro.
IRENE GRANDI 7
“La cometa di Halley”
Bocciata da Baudo, si prese la rivincita scalando la hit parade con “Brucia la città”. Ci riprova con un brano che porta di nuovo il marchio dei Baustelle. Ritmica ed elegante, la sua cometa vola alto. Acchiappa.
NOEMI 8.5
“Per tutta la vita”
Giudizio da correggere e rivedere. La sua voce è una forza della natura, potente e grintosa riesce a dare pathos e drammaticità a una canzone molto debole. E’ al suo primo Festival, sembra una veterana. Sorpresa.
SIMONE CRISTICCHI 4
“Meno male”
Pop elettronico danzereccio. Testo stile Rino Gaetano di “Il cielo è sempre più blu”, con riferimenti all’attualità, ritornello alla Elio e le Storie Tese dell’”Italia dei cachi” e per metà, rasentando il plagio, ricalca “Acqua e sapone” degli Stadio, nel 1983 colonna sonora dell’omonimo film di Carlo Verdone. “Sarko-sì, Sarko-no” destinato a diventare un tormentone. Ironico.
SONHORA 3
“Baby”
Fin dal titolo l’indicazione: banalotta ballata rock stile Bon Jovi, con tanto di baby. Yeah. Paraculi.
MARCO MENGONI 8.5
“Credimi ancora”
Gioca sui contrasti nel testo, nella musica, nella voce. La canzone è sempliciotta, ricorda “Sei rimasta sola”, ma lui punta tutto sull’interpretazione ed è davvero bravo. Intrigante.
NINO D’ANGELO 7
“Jammo Ja’”
Ha il coraggio di puntare su un testo non banale, sul dialetto e su una musica percussivo-melodica che coinvolge tutti i Sud del mondo. A dargli man forte la melodica voce di Maria Nazionale, peccato il ritornello troppo tradizionalista. Etnico-partenopeo.
TOTO CUTUGNO 5
“Aeroplani”
Torna a volare dove nel lontano 1976 decollò con gli Albatros e la canzone “Volo Az504”. E’ l’ultimo sopravvissuto di un’era. Per coerenza e onestà – e la canzone conferma – sarebbe da premiare. Per testo e musica è invece da rottamare.
VALERIO SCANU 4
“Un attimo con te”
Ma quanti anni hanno questi giovani talenti? Vecchio nello stile, banale nell’interpretazione, secondo tradizione sanremese canzone e testo. Senza carisma. Fighetto che fa il compitino in bella copia. Bello e insopportabile.
ENRICO RUGGERI 6
“La notte delle fate”
Il conduttore televisivo riscopre l’anima rock e alterna chitarre elettriche a violini. Elettro-pop dedicato alle donne, cantato con la consueta carica, ma sono ormai lontani i tempi di “Quello che le donne non dicono”. Senza infamia, né lode.
PUPO, EMANUELE FILIBERTO, LUCA CANONICI 0
“Italia amore mio”
Non percepito. Emanuele Filiberto stona recitando, Pupo fa Pupo e, alla fine, a cantare è soltanto il tenore, che è anche l’unico dei tre che ha un disco in uscita. Un inno dai toni nostalgici, sul quale permane l’effetto sorpresa di un testo che potrebbe cambiare all’ultimo momento. Echeggia nella parte centrale “Il portiere di notte” di Enrico Ruggeri: uguali gli arrangiamenti e la linea melodica. Esiliateli.

POVIA 2
“La verità”
E’ una messaggio d’amore della figlia (Eluana) al papà. Si può leggere in chiave pro-eutanasia, comunque a favore di una libera scelta. La canzone però è brutta e cantata male, sebbene la performance sia infarcita di elementi teatrali e scenografici. Staccate la spina… del televisore.

IRENE FORNACIARI E NOMADI 5.5
“Il mondo piange”
Una preghiera blues-rock alla Sugar. Per tutta la canzone si chiedono: “Perché il mondo piange”. E lasciano la domanda senza risposta. Perché dobbiamo essere noi a piangerci la figlia di Zucchero? Figlia di papà.

MALIKA AYANE 9
“Ricomincio da qui”
Rispetto a Noemi e Marco Mengoni, la pupilla di Caterina Caselli ha la canzone. Un’aria che rammenta il grande songbook americano. Un crescendo di piano e violini, sul quale lei ricama arabeschi canori. Una cerbiatto tra gli elefanti sanremesi.

BUON 2010 IN MUSICA

GENNAIO
Evento unico il 22 gennaio al Vox Club di Nonantola (MO), per l’incontro fra due tra i cantautori più amati della musica italiana: Lucio Dalla e Francesco De Gregori. Il 27 gennaio dal Teatro Vittorio Emanuele di Noto (Siracusa) avrà inizio il “Recidivo Tour” di Mario Venuti. La tournèe del cantautore siciliano verrà proposta in due versioni, una elettrica che si realizzerà nei teatri e in club importanti ed una acustica per luoghi più intimi. Il tour prosegue il 28 al Teatro Golden di Palermo ed il 29 al Teatro Abc di Catania, per concludersi il 26 febbraio a Torino, ma è certa una ripresa in estate.

FEBBRAIO
Carmen Consoli tornerà sui palchi della sua Italia il primo febbraio, data zero che inaugura il tour promozionale del suo ultimo album “Elettra”. Lo show avrà luogo a Roma, nel Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica, e sarà riservato alla stampa e a 250 fortunati soci che riusciranno a prenotare un posto. Per tutti gli altri però niente paura, perchè il giorno dopo Carmen inizierà il vero e proprio tour, sempre dal Teatro Studio. In Sicilia è attesa il 29 marzo al Teatro Golden di Palermo e il primo aprile al Metropolitan di Catania. Recuperano le date saltate in dicembre i 99 Posse: saranno il 3 al Centro Zo di Catania e il 4 al Biergarten di Palermo. L’8 febbraio sull’onda del trionfo televisivo ad “Amici” primo tour di Alessandra Amoroso: l’8 sarà a Trapani, il 9 a Catania.
Joss Stone il 6 a Padova, il 7 al Palalottomatica di Roma e l’8 all’Alcatraz di Milano. L’11 a Milano passa il tour europeo degli Stereophonics. I White Lies il 17 a Milano ed il 18 a Roma. Kasabian il 19 a Bologna ed il 20 a Roncade (Tv). Il 22 la Dave Matthews band al Palasharp di Milano, il 23 a Roma ed il 25 a Padova. Il 28 Roberto Vecchioni al Teatro Impero di Marsala ed il primo marzo al Teatro Golden di Milano.

MARZO
Dal primo marzo in Italia il “Reformation tour” degli Spandau Ballett: l’1 al Mediolanum Forum di Assago (Mi), il 2 al Palalottomatica di Roma e il 3 al Mandela Forum di Firenze. Il 3 marzo Cristiano De André canta De André a al Teatro Al Massimo di Palermo e l’indomani al Metropolitan di Catania. L’8 a Catania Elio e le Storie Tese. Mango il 9 a Palermo e l’11 a Catania. Il 16 marzo a Milano i Cranberries. Il 22 marzo al Metropolitan di Catania Pat Metheny e la sua Orchestrion. Il 28 marzo a Milano Melody Gardot, indicata come la nuova stella del nu-jazz. Sempre a Milano il 31 Kevin Costner in versione country&western con la sua Modern West band. Tokio Hotel a Torino il 25, per essere poi il 26 a Padova e proseguire in aprile l’11 a Roma ed il 12 a Milano. Unica data italiana del tour mondiale di 50Cent, il rapper più duro d’America, il 29 marzo al Palasport di Acireale.

APRILE
Il 2009 è l’anno della reunion della più importante rock band italiana, i Litfiba di Piero Pelù e Ghigo Renzulli. Il reunion tour parte da Milano il 13 aprile per essere il 21 al Palasport di Acireale. Unica data italiana a Milano il 21 aprile per Mika. E da Milano il 22 salpa il tour dei Prodigy che, dopo aver toccato Mantova il 23, Rimini il 24, Roma il 26, Bari il 27, chiuderà al Palasport di Acireale il 28. Ancora un big ad Acireale il 23 con l’unico concerto siciliano di Elisa, al rientro sulle scene dopo la maternità.
MAGGIO
Attesissimo (e costosissimo con biglietti fino a 140 euro) il tour della rinascita di Whitney Houston che in Italia farà due tappe: il 3 al MediolanumForum di Assago (Mi) e il 4 al Palalottomatica di Roma. Il 18 maggio tornano a Milano i Kiss. E sempre rock duro con Ac/Dc, anche loro di ritorno, con il’”Black Ice Tour” per una tappa al Friuli di Udine il 19.

GIUGNO
Unica data italiana l’8 giugno allo stadio Meazza di Milano per i Muse. Un solo concerto italiano anche per Rod Stewart il 21 giugno all’Arena di Verona. Tra i mesi di giugno e luglio lo stadio milanese sarà teatro di sei-sette grandi eventi musicali. Vi suoneranno anche Ligabue, sicuro per una data, probabile per due e lanciato da un album in uscita a maggio, e Robbie Williams, appena tornato sotto la luce dei riflettori con il nuovo album “Reality killed the video star” e sempre più convinto ad infrangere la promessa di dire addio alle esibizioni dal vivo.

LUGLIO
Mark Knopfler dal vivo il 7 a Piazzola sul Brenta (Pd), il 10 a Lucca, il 12 a Perugia ed il 13 a Roma.
AGOSTO
Il 6 agosto allo stadio Olimpico di Torino il “360° Tour” degli U2.

SETTEMBRE
Elton John in coppia con il percussionista Ray Cooper il 17 a Milano, il 19 e il 20 a Roma.

OTTOBRE
L’8 torna il “360° Tour” degli U2 per far tappa allo stadio Olimpico di Roma.

IL FESTIVAL DEI FURBETTI

E’ il Festival dei “furbetti”, di Povia e del principe Emanuele Filiberto. Di chi cavalca la polemica, lo scandalo, per ritagliarsi un ruolo, ma il cui apporto alla canzone italiana è nullo, lasciando brani di cui nessuno ricorda il ritornello o il titolo già dopo pochi giorni.

I “furbetti”
Povia, ancora lui, dopo essere riuscito l’anno scorso a piazzarsi al secondo posto sull’onda del clamore suscitato da Luca era gay, la canzone sull’omosessuale che torna etero, adesso gioca la stessa carta puntando su un tema ancora più controverso, alla ricerca di visibilità più che di dibattito. Sin dal titolo, La verità (Eluana), il brano fa riferimento al caso Englaro, la ragazza entrata in coma il 18 gennaio 1992 e rimasta in stato vegetativo per 17 anni alimentata artificialmente, finché il padre Beppino Englaro (che Povia vorrebbe avere sul palco nella serata dei duetti), dopo una lunga battaglia legale, pose fine al calvario della figlia con la sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione artificiale. Una vicenda che spaccò l’Italia e scatenò polemiche politiche. Una ferita che viene riaperta con troppa leggerezza e in un ambito improprio, visti i precedenti di Povia.
Stesso discorso per Pupo. L’anno scorso puntò – in chiave politica – sul “rosso”, sulla fratellanza, sull’apertura agli immigrati, insieme con Youssou N’Dour; ora cambia colore e scommette sul “nero” (sempre dal punto di vista politico), trovando una corrispondenza d’amorosi sensi con il principe Emanuele Filiberto. L’erede Savoia, figlio di quel Vittorio Emanuele trascinato in uno scandalo che metteva insieme casinò ed escort, dopo il fortunato debutto televisivo in Ballando con le stelle ed il flop in politica, si rituffa nello spettacolo in cerca di fortuna. La canzone che la “strana coppia” presenta, con la scorta della voce tenorile di Luca Canonini, s’intitola Italia amore mio e sarebbe un curioso inno alla monarchia.
Al quartiere dei “furbetti” appartengono anche Simone Cristicchi e Nino D’Angelo. Il primo tenta il bis sul palco dell’Ariston che lo vide trionfare nel 2007 con Ti regalerò una rosa, presentando Meno male, ironica filastrocca sulla première dame di Francia, Carla Bruni. Il napoletano, invece, si ricicla addirittura come il Saviano della musica etnica, raccogliendo l’occasione offerta dal nuovo regolamento alle espressioni delle culture regionali e portando una canzone in dialetto contro la camorra.

I “televisivi”
Un cast costruito per fare rumore e che strizza l’occhio al consumo del pubblico televisivo. Così grande spazio agli emergenti dei talent show, i più amati dai giovanissimi (e dal televoto). Quello targato Rai batte 2-1 il rivale Mediaset. Da X Factor provengono infatti Noemi e Marco Mengoni, mentre Valerio Scanu, fra i protagonisti di Amici nel 2008, spera di ripetere l’exploit di Marco Carta l’anno scorso all’Ariston. Sanremesi in erba, giovani lanciati dal Festival, che ancora non sono riusciti a svezzarsi e continuano a tornare dalla mamma sono Arisa, Fabrizio Moro e Sohnora, tutti vincitori in anni diversi nella sezione giovani, e la talentuosa Malika Ayane, promossa tra i big pur non avendone le carte.

I “sopravvissuti”
Dei vecchi festivalieri soltanto due i sopravvissuti: Toto Cutugno, “vecchia gloria” con all’attivo ben 14 partecipazioni, ed Enrico Ruggeri (sei edizioni), ex punk e rockettaro da tempo trasferitosi sotto i riflettori della televisione. Come Ruggeri, anche Morgan, a sorpresa nell’agone, deve ritrovare quel ruolo nella canzone italiana offuscato dalla partecipazione come giudice a X Factor, e sarà curioso vederlo sfidarsi con gli allievi Noemi e Marco.
In cerca di rilancio anche Irene Grandi ed i Nomadi (unico gruppo in gara) che incontrano Irene Fornaciari con la “benedizione” di Zucchero, fra gli autori del brano Il mondo piange.

I “bocciati”
Illustri i bocciati: da Asia Argento in coppia con Roberto Kunstler, l’autore storico di Cammariere, ad Al Bano, Mietta e Drupi. Esclusi anche i catanesi Sugarfree e Karima (ex Amici), che aveva già registrato la sua canzone a Los Angeles con Burt Bacharach.
Soddisfatta la “padrona di casa”, Antonella Clerici: «Sono molto felice, è un cast effervescente e di qualità. Artisti di talento, belle canzoni e grandi ospiti saranno i protagonisti di questa grande festa. Il Festival compie 60 anni ma non li dimostra!».

I compagni di viaggio
Ma se è definito il cast dei cantanti in gara, il cui aumento dagli annunciati 14 a 16 è significativo delle pressioni che ha subito il direttore artistico Mazzi, restano ancora molte le caselle da riempire. Innanzitutto i compagni di viaggio di Antonella Clerici.
Confermata la presenza di Paolo Bonolis e Luca Laurenti per la prima serata di martedì 16 febbraio, come in una sorta di passaggio di testimone. Pippo Baudo dovrebbe fare da “gran cerimoniere” nel giovedì dedicato alla “leggenda Sanremo”. Christian De Sica è in ballottaggio per le puntate di mercoledì o venerdì, mentre Checco Zalone, il comico del momento, sembra in dirittura d’arrivo per sostituire Ezio Greggio nella finale di sabato. Il quinto nome dovrebbe essere estratto dal mondo dello sport: in pole position Antonio Cassano, seguito da Alex Del Piero e da Valentino Rossi.

Gli ospiti
Per gli ospiti della serata dedicata alla “leggenda” Sanremo, quasi sicuri Laura Pausini, Elisa, Gianni Morandi, Tiziano Ferro, Charles Aznavour, Massimo Ranieri, Claudio Baglioni. Si sognano Vasco Rossi e Luciano Ligabue.
Peter Gabriel dovrebbe essere la star internazionale della finale. Gli altri nomi che circolano sono quelli di Sade, la sorpresa Susan Boyle, la trasgressiva Lady Gaga e i ricostituiti Skunk Anansie.

OSCURIAMO I POLITICI

Il governo vorrebbe oscurare internet, o meglio quei siti che inneggiano alla violenza e, più precisamente, che hanno eletto a proprio eroe quel Tartaglia che ha lanciato un souvenir del Duomo di Milano sul volto di Berlusconi (e ritengo anche quelli usciti improvvisamente e che incitano a prendere a sprangate Di Pietro). Non intendo difenderli, ma sarebbe meglio che fossero i politici a tacere d’ora in poi, piuttosto che applicare metodi censori alla cinese su internet, che è poi lo specchio del Paese, la sua coscienza, ma anche il suo inconscio. On line troviamo tutto, dalle notizie più interessanti e curiose a quelle più sceme. C’è il sito del nostro artista preferito, dell’intellettuale, il blog del politico, ma ci sono anche terroristi, serial killer, violentatori, pedofili, razzisti, bombaroli, cretini. Oscuriamo tutto? Perché, invece, non si dichiara un mese di silenzio fra i politici, limitando gli interventi alla semplice comunicazioni delle decisioni d’interesse pubblico? Perché non si decide un anno sabbatico per Porta a Porta, Annozero, Matrix, Ballarò, scenari d’invettive, insulti, liti e quant’altro? Perché spesso la parola è un’arma più terribile di un mitra. Ad alimentare il “clima di odio”, come molti giornali hanno titolato, non sono stati proprio loro? Chi attaccando i “comunisti”, le “toghe rosse”, gli immigrati, i musulmani, i rom, il presidente della Repubblica. Chi definendo “nazista” il premier, istigando alla rivolta popolare, scendendo in piazza con cortei viola e sciocchi. Il clima di odio è ormai manifesto e il lancio contro il presidente del Consiglio è soltanto l’apice. La violenza e l’arroganza dilagano. Nelle strade, nella caccia all’immigrato, all’ebreo, al nero, al Balotelli, nei titoli urlati dei giornali della destra (Il Giornale e Libero) e della sinistra (L’Unità e Manifesto). Come indica il presidente Napolitano, tutti dovremmo abbassare i toni, cercare di dibattere sui temi che interessano davvero il Paese e non la persona. Riscoprire il rispetto verso l’avversario. Riconoscere la vittoria, come la sconfitta.

PS: la risposta della maggioranza, con la fiducia alla Finanziaria, quando l’opposizione aveva teso la mano ritirando gli emendamenti per lasciare aperto il dibattito in Parlamento, e l’attacco feroce di Cicchitto a Repubblica, Travaglio, Di Pietro, non sono certo gesti che rasserenano il clima politico. Tutt’altro.

U2 NEL 2010 2 DATE IN ITALIA

Gli U2 hanno confermato che torneranno nel 2010 in Italia, queste le date: 6 agosto allo stadio Olimpico di Torino e l’8 ottobre all’Olimpico di Roma

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