Benvenuti al Record Store…
“Vi prego, gettate ai venti malinconie e follie
E suonatemi una giga in nome dell’allegria
Sulle vecchie, scricchiolanti corde del violino strudulo…”.
James Joyce
Che sia una giga o un rock’n’roll in 4/4 poco importa perché la musica, a differenza di quanto cantava un provocatorio Franco Battiato, non è stanca, anzi è viva e vegeta, in tutte le sue forme.
E noi siamo qui per raccontarla, per ascoltarla, per viverla e per commentarla. Come in un vecchio e polveroso “Record Store”, uno di quei negozietti sempre più rari dove si incontrano gli appasionati, i carbonari del vinile perennemente impegnati alla ricerca del Suono perfetto.


bellissimo..
Nel lontano 1967 Franco Califano cantava (e poi Ornella Vamoni) La musica è finita, scritta con l’indimenticabile Umberto Bindi.
Ma come si vede non solo la musica non è finita ma grazie a vari i pod (e simili) è più ascoltata di prima. Ma è anche più valorizzata? Non è che per caso sia diventata anche la musica “mordi e fuggi”?
Benvenuto “Record store”
Roby
E’proprio vero. La musica non è finita, magari annoia un po’ più di prima, si ripete, a volte (spesso) non lascia il segno, neppure un graffio. Eppure internet, youtube, le radio, i canali satellitari che riempiono i palinsesti di programmi musicali, videoclip e concerti, direbbero proprio che la musica non è finita. Il problema, semmai, è la qualità, quella sì che latita. E per i giovani che si fa? Quei pochi che riescono ad affacciarsi nello showbusiness vengono subito fagocitati dal caos sovrano. Per un Cremonini che viene fuori, per un jovanotti che cresce, quanti ragazzi affogano nella melma di un mercato senza pietà?