Archivio di aprile 2012
Bertoli 10 anni dopo. Sempre a muso duro
Se dovessero sparare al cantautore, ancora una volta, dovrebbero utilizzare due proiettili. Il primo per il cantautore in questione (Vecchioni o chi per lui). Il secondo per un’altra persona, che cantautore non è, forse non ha mai imbracciato nemmeno una chitarra acustica, ma utilizza la penna come arma di difesa contro l’inquinamento musicale, acustico e non. E allora, perché ammazzarlo? Semplice, perché senza di lui, probabilmente, di cantautori si parlerebbe un po’ meno.
Ovviamente, la nostra è soltanto una battuta. Di proiettili vaganti che vanno a colpire indistintamente artisti più o meno bravi, il fato ne ha piazzati parecchi. Non ultimo quello all’”angelo” Lucio Dalla. Mario Bonanno (è lui il paladino della musica d’autore di cui, invece, vogliamo parlavi), prolifico biografo delle sette note rigorosamente “made in Italy”, stavolta punta la propria attenzione su Pierangelo Bertoli. E lo fa pubblicando, per i tipi di Stampa Alternativa, il bel volume “Rosso è il colore dell’amore – Intorno alle canzoni di Pierangelo Bertoli”, raccolta di appunti, ricordi e testimonianze che, a dieci anni dalla morte, ripercorre il cammino, certamente difficile ma entusiasmante, di uno dei simboli del cantautorato più estremo, a volte amaro perché veritiero, altre volte ancora, sicuramente precursore dei tempi che siamo costretti a vivere.
Mario Bonanno, catanese da anni trapiantato a Modica, si avvale di “storie e ricordi” firmati da alcuni amici e colleghi dell’artista bolognese, a cominciare dal fratello Alberto, per andare avanti con Caterina Caselli, Rocco Tanica, Gianfranco Manfredi, Mimmo Cavallo e Gaetano Curreri. Ad aprire il libro, invece, una storica intervista rilasciata a Enzo Biagi, nella quale Pierangelo Bertoli racconta la sua infanzia, il rapporto con la madre, la malattia. “Credo che la maggior parte di queste difficoltà – le difficoltà che si attribuiscono agli handicappati – siano più nella testa e nella cultura degli italiani che nella realtà… nel pietismo, in questo atteggiamento di… non lo so. Credo che tutti abbiamo degli handicap nei confronti di qualcosa…”.
Canta a muso duro Pierangelo Bertoli. E lo fa anche nel dvd che impreziosisce il volume di Mario Bonanno. Quindici brani, successi che ancora oggi hanno qualcosa da raccontare, da “Eppure soffia” a “Per dirti t’amo”, da “Pescatore” a “Rosso colore”, “rubati” a un’esibizione datata 1992, con una rara intervista.
Liberi di sparare sul cantautore. Ma le sue note, le sue parole, nel caso di Bertoli, rimangono un messaggio per le nuove generazioni che hanno ancora voglia di cambiare, se non il mondo, almeno qualcosa di esso.


