Archivio di febbraio 2012
Tutta questione di… Alto gradimento
“E’ incontrovertibile che ’Alto Gradimento’ sia stato il più grande successo nella storia della radio di tutti i tempi dopo quello de ’i quattro moschettieri’ di Nizza e Morbelli, che battezzò la radio in assenza della televisione. E’ incontrovertibile, poi, che Arbore da Foggia propose il titolo ’Basso gradimento’ e che Boncompagni da Arezzo (patria di Amintore Fanfani) propose ’Alto gradimento’”.
Naturalmente vinse Boncompagni. Per la storia Boncompagni, Fanfani non lo conosceva neppure ma Arbore pensava che ne fosse intimo).
Così Renzo Arbore, in esclusiva per @RaiRadio2, racconta in una lunga nota, “Alto Gradimento”, in vista del suo ritorno sul sito della rete diretta da Flavio Mucciante, che ha pensato di regalare ai fan e a chi vorrà scoprirlo per la prima volta, una raccolta esclusiva di tutti i suoi personaggi.
“Con Alto gradimento nasce la radio improvvisata – ricorda ancora Arbore – un programma che fabbrica successi, inventa mode e tendenze, usa come tormentone la musica folk ma anche inni di tipo militare o slogan mutuati dalla pubblicità”.
In una parola, conclude Arbore, “il prototipo inimitabile di tutto il varietà radiofonico moderno, ancora oggi un modello per tutti”.
Da lunedì 6 febbraio, gratis, sul sito radio2.rai.it, ogni giorno un podcast da scaricare, ascoltare e collezionare. Non solo i personaggi interpretati da Marenco, Bracardi e gli altri del mitico clan, ma anche le voci di illustri uomini di spettacolo o della politica, da Amintore Fanfani a Mike Bongiorno, dei quali le celebri frasi venivano ripetute a tormentone, sul rumore della porta che si apre e richiude, simulando il loro improvviso ingresso in studio. Poi le voci dei surreali Colonnello Buttiglione, il poeta Vinicio, lo Scarpantibus (presunto uccello raro rinvenuto in Nicaragua), la Sgarrambona, celebre ‘ragazza’ di Boncompagni, afflitta dalle sue scarse prestazioni…
“Abbiamo avviato un minuzioso lavoro sui materiali di archivio – spiega il direttore di rete, Flavio Mucciante – alcuni dei quali mai riproposti. Bobine dall’audioteca della Rai ma anche messe a disposizione dallo stesso Arbore e da collezionisti. L’obiettivo -spiega Mucciante – è far conoscere a tutti gli ascoltatori e navigatori del web quello che ha rappresentato Alto Gradimento: il passaggio dalla radio paludata e ingessata ad un linguaggio più libero”.
Ma non solo: Arbore e Boncompagni sono stati ”rivoluzionari” anche nella musica. “L’attenta selezione del suono, la proposta di artisti fuori dei grandi circuiti, l’occhio strizzato al pop internazionale. E poi – conclude il direttore di Radio2 – la rivoluzione del parlato sulla musica, impensabile fino a quel momento”.
Un programma, “Alto Gradimento”, che si potrebbe pensare di replicare oggi?
“Bisognerebbe avere energia, incoscienza, entusiasmo e non rifarlo com’era, ma attualizzarlo”, risponde lo showman originario di Foggia, indicando come suoi possibili eredi on air, Lillo e Greg, anima di “610”, il quotidiano di Radio2 condotto da Alex Braga. “Anche loro sono appassionati di musica, hanno i tormentoni, il gusto dei personaggi falliti – continua Arbore – dei collegamenti fasulli. Tutta la tematica di ’Alto Gradimento’ che agiva nei sotterranei della radio, ribaltandone l’ufficialità”.
New Orleans, dove il jazz è come un voodoo
Un gin tonic alla House of Blues. Jelly Roll Morton e le sue “capacità amatorie” (oltre che musicali, of course). Storyville e le sue case di tolleranza. I riti voodoo sulle rive del Bayou. Il vibrato di Sidney Bechet. Le note struggenti della tromba di Louis Armstrong. “…E poi la parola magica, jambalaya…”, il piatto tradizionale della Louisiana il cui nome deriva dalla parola francese jambon, prosciutto, e ya, riso nel dialetto dell’Africa occidentale.
Il blues, l’amore, il sesso, la cucina. Gli odori e i sapori. Il fumo dei locali soffusamente illuminati e la tradizione nera. E’ questo ed altro ancora “Nola mon amour”, dove Nola sta per New Orleans, il romanzo d’esordio di Marina Nocilla (Pendragon, pp. 238, euro14,00) che, attraverso una struggente storia d’amore, racconta la “sua” New Orleans in tutti gli ingredienti essenziali, come spiega Renzo Arbore nell’introduzione, “un crogiolo di razze che ha dato vita ad una cultura assolutamente originale da cui è scaturito il jazz; una gastronomia ricca di spezie e di sapori esplosivi che sanno di Africa come anche i rituali che si sono condensati nel voodoo; il divertimento sfrenato del MardiGras; ed il Jazz Fest, unico al mondo, pellegrinaggio doveroso, almeno una volta nella vita, per un vero amante del jazz…”.
Ed ecco che, come per magia, tra le pagine di Marina Nocilla ci si ritrova proiettati nella Mecca della musica nera per eccellenza. Dove una storia d’amore sa di birra alla spina e si lascia intenerire dalle mille luci di Bourbon Street; dove il sesso sa di Red beans and rice alla maniera creola, e le bambole voodoo, vestite di iuta e cotone, portano nomi come Mama Brigitte, Mo’ Mo’ Blues, Lady Love. E Marie Laveau, la papessa, la potente sacerdotessa che visse a New Orleans nella prima metà dell’Ottocento e che celebrava i propri riti nei pressi della cattedrale di St. Louis.
L’autrice racconta tutto questo con un tono confidenziale che costringe il lettore a dare del tu a questa città ricca di storia, carica di orgoglio, capace di raddrizzarsi sulla propria schiena dopo essere stata presa a cazzotti, sfregiata, derisa da quel maledetto uragano, Katrina, che nell’agosto del 2005, trasformò il paradiso del blues in un girone infernale che nemmeno il Sommo poeta avrebbe saputo descrivere.
New Orleans, per nostra fortuna, è ancora lì, con i suoi intrecci misteriosi, la sua musica, le sue passioni. Che sono anche un po’ nostre, proprio così come le descrive “Nola mon amour”.

