mercoledì, 22 maggio 2013

Archivi per la categoria ‘news’

Record Store Day: E’ festa anche per noi

Librerie e negozi di dischi sono ormai una rarità. Ha ragione Giorgio Nobile, titolare di Magic Music, il negozio di dischi che, a Ragusa, aderisce al Record Store Day. Resistono lui e il collega Salvatore Salonia di Carillon, mentre a Vittoria, pochi giorni fa, ha chiuso l’unica libreria, e le poche che a Ragusa e dintorni continuano a vendere quell’oggetto misterioso chiamato libro, vengono vissute sempre più come ?archeologia sociale’.

Scusate il preambolo, ma è necessario per questa sorta di ‘autocelebrazione’ di questo blog, che proprio Record Store abbiamo voluto chiamare. Ed è per questo che, per passione più che per mestiere, sentiamo che il record Store Day ci appartenga un po’.

Ma torniamo al nostro ‘ospite d’onore’, Giorgio Nobile, che di dischi, di quelli in vinile e non soltanto, se ne intende eccome. E se gli chiedete di ricordare un giorno della sua vita senza avere avuto a che fare con la musica, vi guarda con la faccia stralunata e… no, proprio non ce la fa. Il suo, come detto, è uno dei due negozi di dischi (ma si possono ancora chiamare così?) che resistono nella sconquassata economia ragusana dove, soprattutto in centro storico, per ogni vetrina illuminata ci sono due saracinesche definitivamente abbassate dalla morsa della crisi.

Per fortuna, spiega Nobile, il vinile sta vivendo una nuova vita. “Dopo essere stato fagocitato all’inizio degli anni Ottanta dal cd e, più di recente, dalle nuove tecnologie, anche i giovanissimi stanno scoprendo il gusto di ascoltare un album, di sentire lo struscio della puntina sul vinile”. Merito, probabilmente, di genitori appassionati di musica che hanno avuto l’accortezza di conservare in cantina il caro vecchio ‘piatto’. “I ragazzi sono incuriositi da questo oggetto misterioso – spiega ancora Nobile – ma devo constatare che ci sono anche 30/35enni che non sanno cosa sia un giradischi”.

Giorgio Nobile, che di anni ne ha 63, e che il negozio lo ha aperto nel 1977, sa, invece, cosa vuol dire avere vissuto il boom del 45 giri, l’avvento degli ellepì, la morte e la resurrezione del vinile. “Il disco – dice – è come il libro. Francamente non mi piace l’idea di non poter sfogliare una copertina, leggere i testi della canzoni, guardare le foto. E’ come leggere un libro o il giornale sul tablet. Addio poesia, l’odore caratteristico della carta stampata”.

Un'opera del musicista e pittore catanese Andrea Cantieri

I “pasionari” del vinile ci sono, per fortuna, e si fanno sentire. “I collezionisti di vinile sono in tanti e sempre più esigenti”. Se poi ci metti un po’ di romanticismo, qualcuno come Salvatore Salonia di Carillon ti ricorda “quando si sfogliavano Melody Maker e Billboard e ascoltavi le novità insieme al rappresentante”.

Sembra di parlare di secoli fa. Invece sono passati soltanto pochi lustri.

Auguri leonessa!


Non ci piacciono le mimose strappate alla natura e regalate per mettersi a posto la coscienza. Vogliamo invece unirci al coro di chi ritiene che la donna vada non festeggiata un giorno all’anno ma rispettata 365 giorni su 365.

Ma approfittiamo di quest’occasione, l’8 marzo, per rivolgere un augurio particolare a una grande donna, a una grande artista che, in questo momento, è impegnata in una battaglia che riguarda lei e, putroppo, tantissime altre donne, di tutte le età. Parliamo di Anastacia. Problemi di salute l’hanno costretta ad annullare il suo nuovo tour. Tornerà in clinica per provare, per la seconda volta, a sconfiggere questo maledetto cancro al seno.

Bella, dalla voce aggressiva, Anastacia è, per noi, una delle interpreti più interessanti della canzone mondiale al femminile. La vogliamo rivedere sul palco, vogliamo sentire dalla sua voce che, ancora una volta, possa annunciare che, ad arrendersi, non è stata lei ma la malattia. Lo vogliamo per lei e per tutte le donne. Per lei, per chi ha già vinto questa battaglia contro un nemico infame e per chi non c’è riuscito. Auguri leonessa!

http://www.youtube.com/watch?v=HzfyCuPVpCY

Che c’azzeccano i Pirandello con Buzzurro?

Per dirla à la Di Pietro, che c’azzecca la famiglia Pirandello (e più in particolare Stefano e papà Luigi) con Francesco Buzzurro? Apparentemente nulla se non fosse per quella mostra documentaria su “I Pirandello”, curata da Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla, inaugurata nei giorni scorsi all’ex Convento dei Gesuiti di Noto e che avevamo avuto modo di apprezzare in una recente tournée durante la quale la vita di Luigi e di Stefano Pirandello era stata portata in Sudamerica (Cile e Argentina).

Ritrovarci davanti alle tavole che mostrano le fotografie e vari documenti del percorso di vita e lettetario della famiglia Pirandello (abilmente allestite dall’architetto Elena Ciravolo), è stato un tuffo indietro a quelle giornate trascorse a registrare, da umili cronisti, l’entusiasmo degli italiani (e non solo) tanto di Buenos Aires quanto di Santiago del Cile e di Vina del Mar – così come oggi assistiamo all’appassionata e appassionante presentazione della mostra da parte del sindaco di Noto, Corrado Bonfanti – per la scrittura di uno tra i più apprezzati drammaturghi di tutti i tempi.
“Spaccato di un’intera epoca – scrive Sarah Zappulla Muscarà – la mostra getta fasci di luce su personaggi fra i più intriganti del tempo. Narrazione per immagini, rare, ignorate, profetiche, che ci restituiscono il romanzo de ‘I Pirandello’. Creature che ambiscono a restare, oltre che nella trasfigurazione della scrittura, fortemente autobiografica, di Luigi e Stefano, anche come memoria visiva rivelatrice”.

Una memoria visiva alla quale, stimolati da Enzo Zappulla, proviamo ad affiancare, nella nostra immaginazione, un’ideale colonna sonora. Ed ecco che, come per magia, salta ai nostri occhi un cd poggiato lì, tra gli altri. E’ un cd di Francesco Buzzurro, “L’esploratore”, nel quale il chitarrista lancia il suo strumento lungo le strade del mondo, accarezzando la tradizione siciliana di “Mi votu e mi rivotu”, per poi proseguire per rotte più lontane, dall’Argentina di “Libertango” al Messico di “Tico Tico”. E tra queste note sembra proprio di ritrovare l’entusiasmo di un Pirandello sudamericano, contagioso nel suo essere siciliano con gli occhi sgranati oltre i propri confini territoriali. Potenza della parola, della cultura che non conosce barriere. Della fantasia che solo un libro, o un cd, sono ancora in grado di offrire.

50 sfumature di… classica

Le donne, tutte, lo hanno letto, lo stanno leggendo, lo comprano, se lo passano, lo regalano alle amiche più intime. Lo nascondono alla vista delle figlie adolescenti e, ancor più, ai mariti ignari di tanto interesse letterario da parte delle signore. Ahinoi, chissà di cosa si parlerebbe nei salotti bene dell’estate 2012, su barche e gommoni al sole cocente di qualche isola, sotto gli ombrelloni delle spiagge più trendy, se lo stesso clamoroso successo avesse accolto, seppur in grave ritardo, un titolo come “Essere e Tempo” di Martin Heidegger.

Ma non vogliamo e non riteniamo di essere all’altezza di dovere e potere giudicare il fenomeno editoriale dell’anno. Il perché tale trilogia stia persino abbattendo i record del maghetto Harry Potter, con 31 milioni di copie vendute, di cui oltre 400.000 solo in Italia, lo affidiamo ad esperti di costume, signori della sociologia spicciola e fenomeni da baraccone e da ombrellone. Noi, invece, preferiamo limitarci a registrare quanto sta accedendo. A recepire e intuire con le nostre orecchie i messaggi pruriginosi che viaggiano di bocca in bocca e ai quali non si sottraggono neanche certi maschietti che lo hanno letto o simulano di averlo fatto, che lo consigliano alle amiche e agli amici seppur con un compiaciuto sorriso sulle labbra.

Il nostro augurio è soltanto che il miracolo editoriale di “Cinquanta sfumature” si possa ripetere anche nel campo musicale. La buona volontà, chi cura il “business” di questo fenomeno, ce la sta mettendo tutta. Ed ecco infatti pronto all’uso, “Fifty Shades of Grey – The Classical Album”, le musiche, scelte personalmente dall’’autrice E. L. James, che fanno da colonna sonora alle gesta erotiche dei protagonisti, l’’innocente studentessa Anastasia Steele e il giovane e tormentato miliardario Christian Grey. Dice la scrittrice: “Sono entusiasta all’’idea che i brani di musica classica che mi hanno ispirata nello scrivere la trilogia di ‘Cinquanta sfumature’ siano stati raccolti in un disco che tutti i lettori che hanno amato i miei libri potranno ascoltare”. E sperimentare. Proprio come “Ana” che ascolta sull’iPod i brani selezionati dal “suo” mr. Grey. O immaginandola nella “stanza dei giochi” mentre questi fanno da colonna sonora agli esperimenti erotici dei due amanti. E’ questo il potere della musica?

TRACKLISTING

Lakmé (Atto I): Duetto dei Fiori (Mady Mesplé, Danielle Millet)

Bach: Adagio dal Concerto n.3 BWV 974 (Alexandre Tharaud)

Villa-LobosBachianas Brasilerias n.5 – Cantilena (Barbara Hendricks)

Verdi: La Traviata – Preludio (Riccardo Muti / Philharmonia Orch.)

Pachelbel: Canone in Re (Sir Neville Marriner / Academy of St. Martin-in-the-Fields)

Tallis: Spem in Alium (The Tallis Scholars dir. Peter Phillips)

Chopin: Prelude n.4 in Mi minore, Largo (Samson François)

Rachmaninoff: Concerto per pianoforte n.2 – Adagio Sostenuto (Cecile Ousset, Sir Simon Rattle / Birmingham Simphony Orch.)

Vaughan Williams: Fantasia su un Tema di Thomas Tallis (Sir Adrian Boult / London Philharmonic Orchestra)

Canteloube: Chants d’auvergne, Bailero (Arleen Auger)

ChopinNocturne n.1 in Si bemolle minore (Samson François)

FauréRequiem – In Paradisum (Choir of King’s College, Cambridge / Stephen Cleobury)

BachVariazioni Goldberg – Aria (Maria Tipo)

DebussyLa Fille Aux Cheveux de Lin (Moura Lympany)

Bach: Jesu bleibet meine Freude (Alexis Weissenberg)

http://itunes.apple.com/it/preorder/fifty-shades-grey-classical/id552520419)

Quando il rock parla con Dio

Non è fondamentale, o perlomeno, necessario, scomodare filosofi e papi, Plotino e Benedetto XVI, per dimostrare lo stretto rapporto tra la musica e la religione. Eppure, è necessario fare dei distinguo quando entra in campo il rock, quella che, per comodità e per questioni puramente commerciali, è sempre stata definita “la musica del diavolo”.
Ne sa qualcosa John Waters, giornalista e scrittore irlandese, editorialista dell’Irish Times, profondo conoscitore della vita e del rock. Qualche anno fa, al Meeting riminese di Comunione e Liberazione e, poi, nuovamente a Catania, ci capitò di parlare con John Waters di un suo “caro” amico, quel Bono Vox, frontman dei dublinesi U2, e del rapporto che legava i testi della band più famosa del mondo a doppio filo con Dio.
E se i Rolling Stones, band “maledetta” per antonomasia, cantavano “Simpathy for the Devil”, e i Motorhead di Lemmy Kilmister, nei primissimi anni Ottanta, affermavano che “we don’t need Jesus Christ Superstar…”, è pur vero che, nella finzione, i Blues Brothers hanno sfruttato la loro vena musicale per andare “in missione per conto di Dio” e salvare l’orfanatrofio dove Jake ed Elwood erano cresciuti. Mentre nella vita reale, personaggi come Muddy Waters, Leonard Cohen, Patty Smith e i Coldplay, hanno sapientemente mischiato sound e fede dimostrando come la musica rock possa essere trait d’union tra sacro e il profano.
Ecco perché John Waters, al Meeting di Rimini di quest’anno (dal 19 al 25 agosto), il cui tema  sarà “la natura dell’uomo è rapporto con l’infinito”, porterà una mostra il cui titolo la dice lunga sul rapporto che lega la musica e la religione: “Tre accordi e il desiderio di verità. Rock’n’roll come ricerca dell’infinito”.
Spiega il giornalista irlandese: “Il rock nasce come pianto del cuore dell’uomo, nella forma del blues, e al suo meglio resta quello. Ma la nostra cultura ne ha minimizzato e volgarizzato vitalità e profondità. Molti considerano il rock rumore, altri lo amano ma non sanno esprimere il centro vero”.
E se il messaggio, per qualcuno, può non apparire chiaro, viene in aiuto di Waters l’amico Paul David Hewson, in arte Bono, voce degli U2, quando, nel libro-intervista “Bono on Bono”, scritto con Michka Assayas, dice: “…Ci fu un momento in cui Edge e io pensammo: Beh, forse dovremmo sciogliere il gruppo… Per due settimane fummo sul punto di farlo. Poi capimmo: un attimo… da dove vengono questi doni? E’ così che adoriamo Dio, anche se non scriviamo pezzi religiosi, perché non ci sembra che Dio abbia bisogno di pubblicità… In realtà ci dicemmo: la musica non è una cazzata…””.
E continua Waters: “Nel meglio della musica c’è qualcosa che va oltre il contenuto apparente, qualcosa di sproporzionato che si potrebbe chiamare, secondo la definizione della tristezza di San Tommaso, il ‘desiderio di un bene assente’”. E vengono in mente quegli artisti che sembrano assolutamente slegati da un tale pensiero, “come Amy Whinehouse – spiega John Waters -. I valori originali ci sono, nella sua musica, anche se lei, come artista, ha dato luogo ad alcuni fraintendimenti”.

Ma non siamo più imberbi fanciulli per credere alle favole. E non suona poi così strano che una rockstar planetaria, nel caso ancora Bono degli U2, venga ispirato, in studio di registrazione, dalla lettura della Bibbia: “…E’ vero – racconta Bono – …Aprii la bibbia è trovai il salmo 40. I salmi sono blues, ma all’epoca non me ne rendevo conto. Mi misi in un angolo a lavorarci e in nemmeno quaranta minuti il pezzo era pronto…”. Il risultato divenne il pezzo di chiusura di “War”, nonché uno dei più celebri nella carriera degli U2: “I waited patiently for the Lord, He inclined and heard my cry, he brought me up out of the pit, out of the miry clay…”, “Ho atteso con pazienza il Signore, Lui si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido, mi trasse dall’abisso, da fango e argilla mi trasse…”.
Il rock ha un suo Dio. Che ascolta la musica delle sfere. E un po’ di rock.

Alex e l’automobile, che musica!

Il nostro pianeta è inquinato dall’anidride carbonica, dallo smog, da ogni altro avanzo indigeribile che l’uomo lascia ai posteri.
Ma la nostra vita è inquinata anche dal rumore che ogni uomo produce, una cacofonia strisciante che in luoghi affollati o densamente popolati supera i livelli del tollerabile.
Così come stiamo cominciando ad azzerare le nostre emissioni di CO2 con lungimiranti progetti di compensazione, SOUNDPRINT© propone un mondo dove ogni essere umano cerca di azzerare la propria impronta sonora.
Ogni nostra azione produce rumore.
Trasformare questo rumore in suono.
E armonizzarlo con gli altri.
Una metafora, una provocazione, un’esortazione ad “accordarsi” con il mondo che ci circonda.
Questo sarebbe l’unico gesto saggio e consapevole, che dovremmo orchestrare con grazia, ogni giorno.

Una performance contro l’inquinamento acustico. E’ quedsto l’ultimo progetto di Alex Braga proposto pochi giorni fa su Radio2Rai, in apertura del concerto di Noa da Firenze.
Secondo gli ultimi dati dell’Oms, la rumorosità notturna è superiore ai livelli massimi di tollerabilità per l’orecchio umano nel 98% delle aree urbane con un conseguente aumento della sordità.
La performance di Alex Braga, studiata e realizzata insieme al collettivo artistico Quiet Ensemble, cerca di rompere gli schemi e mostrare cosa vi è oltre i luoghi comuni, e cosa è davvero possibile per l’uomo, per la sua vita, per il senso ultimo della ricerca tecnologica e della sperimentazione artistica.
Non solo rumore zero, ma musica e armonia tra  vettura (una vecchia “500” dello stesso Alex) e strada, una vita nuova nel ritmo di ogni giorno, con gli altri, tra gli altri.
Insieme tra loro silenzio e suono, corsa e quiete, azione e meditazione.
Una performance che conferma il percorso di ricerca dei Quiet Ensemble, collettivo artistico che da tempo fa della natura e dei suoni nascosti soggetti culturali e stimolo creativo, e che ora collabora con Alex Braga per raccogliere la più stimolante delle sfide: unire storia, arte, meccanica, suono e armonia in un unico concept, e mostrare cosa può esserci oltre l’immediatamente visibile e percepibile, e cosa può essere possibile se si va davvero verso un’armonia universale.

http://www.youtube.com/watch?v=lJElkZr3CqQ

Rai 5 e la tv intelligente

Dal 4 Marzo su Rai 5, canale 23 del digitale terrestre, andrà in onda un nuovo inedito programma dal titolo “POP! VIAGGIO DENTRO A UNA CANZONE”, interamente dedicato alle più importanti e significative canzoni italiane.

L’innovativo programma condotto da Omar Pedrini con Mirella Sessa e ideato e scritto da Roberto Vecchi con Omar Pedrini e la collaborazione di Nicola Montese, prende spunto da una serie di progetti in atto per ridare valore alle canzoni della musica leggera-pop italiana elevandole ad uno status culturale che oggi ancora non è loro riconosciuto.

omar pedrini e mirella sessa

Si tratta di 12 puntate monografiche con la regia di Enrico Rimoldi che narrano le storie di dodici canzoni emblematiche e significative di grandi protagonisti della musica leggera italiana.  Scopriremo come sono nate, qual è il dispiegarsi del filo rosso che lega musica e testo, chi le ha create e chi le ha ascoltate, come sono state recepite ieri ed oggi da vari protagonisti della cultura, del costume, da opinion leader e quale traccia abbiano lasciato nella nostra storia e nel nostro costume.

Dentro a una canzone si intrecciano le esperienze di artisti, autori, musicisti, fonici, discografici, arrangiatori. Sono loro i protagonisti delle storie contenute nelle canzoni e sono loro che hanno contribuito a costruire queste opere della cultura popolare che tutti conoscono ed amano.

La particolarità del format “regala” al termine di ogni puntata una nuova versione della canzone, a testimonianza dell’eternità e la continuità di queste opere rispetto a chi le ha realizzate.

Le canzoni del programma saranno così “restituite al futuro” dopo essere state riarrangiate in studio con contaminazioni e suoni attuali, grazie alla collaborazione artistica diGuido Elmi che da trent’ anni coordina con successo le realizzazioni di uno dei più grandi artisti italiani. Saranno infine cantate Simona Galeandro, una giovane e talentuosa artista che interpreterà i brani con tutta la grinta e l’entusiasmo della su a giovane età.

Tutta questione di… Alto gradimento

“E’ incontrovertibile che ’Alto Gradimento’ sia stato il più grande successo nella storia della radio di tutti i tempi dopo quello de ’i quattro moschettieri’ di Nizza e Morbelli, che battezzò la radio in assenza della televisione. E’ incontrovertibile, poi, che Arbore da Foggia propose il titolo ’Basso gradimento’ e che Boncompagni da Arezzo (patria di Amintore Fanfani) propose ’Alto gradimento’”.
Naturalmente vinse Boncompagni. Per la storia Boncompagni, Fanfani non lo conosceva neppure ma Arbore pensava che ne fosse intimo).
Così Renzo Arbore, in esclusiva per @RaiRadio2, racconta in una lunga nota, “Alto Gradimento”, in vista del suo ritorno sul sito della rete diretta da Flavio Mucciante, che ha pensato di regalare ai fan e a chi vorrà scoprirlo per la prima volta, una raccolta esclusiva di tutti i suoi personaggi.
“Con Alto gradimento nasce la radio improvvisata – ricorda ancora Arbore – un programma che fabbrica successi, inventa mode e tendenze, usa come tormentone la musica folk ma anche inni di tipo militare o slogan mutuati dalla pubblicità”.
In una parola, conclude Arbore, “il prototipo inimitabile di tutto il varietà radiofonico moderno, ancora oggi un modello per tutti”.
Da lunedì 6 febbraio, gratis, sul sito radio2.rai.it, ogni giorno un podcast da scaricare, ascoltare e collezionare. Non solo i personaggi interpretati da Marenco, Bracardi e gli altri del mitico clan, ma anche le voci di illustri uomini di spettacolo o della politica, da Amintore Fanfani a Mike Bongiorno, dei quali le celebri frasi venivano ripetute a tormentone, sul rumore della porta che si apre e richiude, simulando il loro improvviso ingresso in studio. Poi le voci dei surreali Colonnello Buttiglione, il poeta Vinicio, lo Scarpantibus (presunto uccello raro rinvenuto in Nicaragua), la Sgarrambona, celebre ‘ragazza’ di Boncompagni, afflitta dalle sue scarse prestazioni…
“Abbiamo avviato un minuzioso lavoro sui materiali di archivio – spiega il direttore di rete, Flavio Mucciante – alcuni dei quali mai riproposti. Bobine dall’audioteca della Rai ma anche messe a disposizione dallo stesso Arbore e da collezionisti. L’obiettivo -spiega Mucciante – è far conoscere a tutti gli ascoltatori e navigatori del web quello che ha rappresentato Alto Gradimento: il passaggio dalla radio paludata e ingessata ad un linguaggio più libero”.
Ma non solo: Arbore e Boncompagni sono stati ”rivoluzionari” anche nella musica. “L’attenta selezione del suono, la proposta di artisti fuori dei grandi circuiti, l’occhio strizzato al pop internazionale. E poi – conclude il direttore di Radio2 – la rivoluzione del parlato sulla musica, impensabile fino a quel momento”.
Un programma, “Alto Gradimento”, che si potrebbe pensare di replicare oggi?
“Bisognerebbe avere energia, incoscienza, entusiasmo e non rifarlo com’era, ma attualizzarlo”, risponde lo showman originario di Foggia, indicando come suoi possibili eredi on air, Lillo e Greg, anima di “610”, il quotidiano di Radio2 condotto da Alex Braga. “Anche loro sono appassionati di musica, hanno i tormentoni, il gusto dei personaggi falliti – continua Arbore – dei collegamenti fasulli. Tutta la tematica di ’Alto Gradimento’ che agiva nei sotterranei della radio, ribaltandone l’ufficialità”.

A Roma per un Capodanno… Negramaro

“Sperando che i Maya si siano sbagliati e che il 2012 non segni la fine di questa palla che gira su cui noi siamo tutti aggrappati e da cui mai scenderemo, abbiamo deciso di passare il Capodanno con tutti voi a Roma, in un posto incredibile e storico come i Fori Imperiali, per un evento altrettanto storico”.

Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro, annuncia in una lettera ai fan pubblicata sul sito ufficiale, che la rock band sarà la protagonista musicale del concerto di fine anno promosso da Roma Capitale.

Reduci dal trionfo del “Casa69 tour” che ha infiammato negli ultimi due mesi i palasport di tutta Italia, passando anche per la Sicilia, terra a cui Giuliano è legato dall’origine del papà, i Negramaro nella notte tra il 31 dicembre 2011 e il 1° gennaio 2012, saranno di nuovo “on stage”.

“Prima che finisse questo tour già esplosivo per le emozioni che siete riusciti a darci – scrive Sangiorgi ai fan suwww.negramaro.com – è arrivata nella nostra Casa69 itinerante una proposta altrettanto scoppiettante. Tra le scintille di questa nuova notizia abbiamo iniziato a pensare, poi  pensare e ancora pensare… e scottandoci le dita e il cuore su questi nuovi pensieri entusiasmanti abbiamo deciso.”

Per preparare al meglio lo show, assolutamente inedito e pensato per un palco speciale come quello dei Fori Imperiali e soprattutto “pieno di tutte le energie e le emozioni che ci avete trasmesso senza sosta in questi anni”, prosegue l’artista nella sua lettera, i Negramaro passeranno il Natale in sala prove. “Sarà un omaggio a tutti voi che ci avete permesso di vivere ogni giorno di questa vita come fosse sempre un capodanno meraviglioso, il primo e mai l’ultimo”, prosegue Sangiorgi.

“Tra frutti canditi e alberi di rosso vestiti, tra vecchi e nuovi buoni propositi, tra paure e insicurezze di esser stati più o meno buoni per babbo natale, conclude il cantante della rock band – scegliete voi la via migliore per essere felici e nell’attendere il nuovo anno, nel mezzo troverete noi. Una notte tra il vecchio e il nuovo anno cantata a squarciagola solo per dirvi ancora…”.

Il “Freddo” dirige Pilar

“La sintonia con Pilar è stata immediata. Ci ha presentati un’amica comune, e appena ci ha fatto sentire il primo pezzo del suo nuovo disco, ‘Cherchez la femme’, e’ stato naturale per me e Milena immaginare un video da realizzare insieme. Ci erano già state fatte altre proposte di regia, ma aspettavamo il momento e le persone giuste: la voce di Pilar, il testo della canzone e le persone con cui abbiamo lavorato sono state determinanti per scegliere questo progetto”.
Parola di Vinicio Marchioni. L’attore romano, il “Freddo” serie tv “Romanzo Criminale”, protagonista del pluripremiato “20 sigarette” di Aureliano Amadei, firma, infatto, con Milena Mancini, il videoclip del nuovo singolo della cantante romana Pilar. Tony Canto, Giovanni Arena e Franco Barresi, hanno collaborato alla realizzazione del nuovo album di Pilar, nome già affernato della scena musicale italiana il cui stile risente dell’influenza di grandi artiste del calibro di Dulce Pontes, Lhasa De Sela e, per rimanere in terra di Sicilia, visto che il nuovo album è nato a Salina, anche Giuni Russo.

vinicio marchioni

Per la coppia (nella vita e nel lavoro) Marchioni-Mancini, si tratta invece di una importante collaborazione, supportata dalla presenza di uno  staff produttivo e tecnico messo insieme secondo un principio fondamentale e caratterizzante: l’interdisciplinarità dell’arte. I due registi, la coppia Marchioni-Mancini sono entrambi attori; il direttore della fotografia è un noto videoartista, Davide Sebastian, che ha utilizzato la luce e i movimenti come coprotagonisti del video; Davide Orlandi Dormino, scultore di fama internazionale, ha realizzato le scenografie, aiutato dal compositore Diego Buongiorno.
www.pilar.it
Cerca
Categorie