domenica, 19 maggio 2013

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Goccia del 17 Maggio

Metto all’asta voto di preferenza per sindaco di Catania, no titoli, no assegni, solo contanti. Fattura su richiesta. Astenersi perditempo.

Goccia del 16 Maggio

Catania, presentate le liste con i nomi dei candidati. Al via le giustificazioni: ” io non volevo, mi è sembrato brutto…, credimi hanno insistito così tanto…, figurati, io non lo sapevo mi ha iscritto una mia amica”

Goccia del 15 Maggio

Ex dipendente Panini clona 6 milioni di figurine: “Non riuscivo a completare l’album”. celò celò celò celò celò celò celò celò celò celò…

Goccia del 14 Maggio

Crocetta difende la Finanziaria “Per la tabella H faremo una legge”. E’ in preparazione… “Preparazione H”

Pollice verde…

pollice verdeLa domenica mattina credo sia il momento più incerto di un uomo, apri gli occhi e c’è quel decimo di secondo che non sai se: è lunedì, se hai sedici anni e devi andare a scuola, se ne hai ventuno e stai facendo il servizio di leva o se ne hai ventotto e le tue figlie le devi accompagnare in collegio. Poi fai mente locale e realizzi che è il tuo giorno di riposo. Puoi poltrire ancora a letto, cambi posizione, strapazzi il cuscino e lo adatti per un’altra tornata di sonno, poi stiri la gamba e noti quell’assenza “inquietante” ,  lei è già alzata e non è come nella canzone di Battisti: “ Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffè”, su i reci di matina il caffè lo sta preparando “anche per te, ed io…vorrei morire ed io morir non so”, picchi sacciu chi fini m’aspetta. La sento arrivare e mi preparo gli occhi tipo cucciolo di foca, nenti, non si commuove,  mi porge la tazza di cicuta e mi annuncia il programma della giornata: Amore che ne dici (domanda retorica) li compriamo due fiori da mettere nei vasi del terrazzo? Non hai alternative, non aspetta risposte ti tira do lettu con “dai, dai che ci divertiamo”. Ma viri che fortuna che ho, che divertimento che mi aspetta! Ed io vorrei tornare in quel decimo di secondo appena sveglio per scegliere di andare a scuola ed affrontare il compito in classe, o la guardia nella Santabarbara con tanto di fucile e ghette. Prima tappa vivaio, scelta delle piantine. Allora, i vivaisti mi devono spiegare una cosa, come fa una pianta ad essere splendida e florida fino a quando non la paghi e ta metti ‘nta machina per poi diventare, una volta entrata a casa tua, n‘manichi scupa cu na fogghia pronta a cadere al primo soffio di vento. Lei mi aveva assicurato che per quelle poche piantine non c’era neanche bisogno di prendere l’auto grande… m’appa fari pristari u furgoncino di me cugnatu. E che fa l’alberello di limoni non lo prendiamo? Amore a te piace tanto la spremuta, si amore, ma ppi quantu ni costa a pianta e soprattutto a “rasta” ni putemu fari puttari ogni giorno na decina di chila dalla riviera amalfitana! Incenerendomi sul posto con uno sguardo,   sceglie l’ ultima quercia secolare e  quel baobab che fa “anto “terrazzo esotico”. Mi risveglio dopo na sicchittata di acqua fredda in faccia con il proprietario che consegna il conto alla mia dolce metà:  “signora sembra tanto, ma se pensa che le dureranno per tutta la vita…, a proposito si attenga a quello che le ho detto, l’acqua non la lesini, ma non abbondi, sole si, ma anche l’ombra”. Certu cu sapi quantu potti sturiari per questi consigli preziosi. Andiamo verso casa e mi chiede: “ Amore se non sbaglio in famiglia sei tu che hai il pollice verde, vero?” pollice verde? Amore stai scherzando? Ppi quantu pavai, ancora du minuti e addiventu Hulk, mi rispiaci sulu ppa cammisa, già si sta scicannu.

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