Tutti i “mali” della scuola
Nasce un nuovo spazio rivolto a studenti, insegnanti e genitori, a tutti coloro che quotidianamente “combattono” con i problemi, i disagi e le magagne delle strutture che ospitano l’istruzione in Sicilia.
Edifici pericolanti e fatiscenti, aule troppo piccole, classi senza attrezzature: segnalate, denunciate, raccontate le vostre testimonianze.
Potete inviare anche video e foto (corredate da una didascalia esplicativa: Comune, nome della scuola, data dell’immagine e breve spiegazione) da allegare alla vostra segnalazione all’indirizzo email lascuolache@lasiciliaweb.it
Le mamme protestano: “giù le mani della scuola Corridoni di catania”
Erano almeno un centinaio le persone che ieri hanno protestato davanti alla scuola Corridoni. Genitori e figli per ribadire che da questo istituto non vogliono andarsene. Tuonava Giusy Delia: «Aspettano solo di consegnarci il “nulla osta” per sbolognare gli alunni in altri istituti». Da almeno tre anni la convivenza con i vigili urbani va avanti tra alti e bassi. Alle forze dell’ordine è stato consegnato l’intero secondo piano e i sotterranei, mentre alla scuola sono rimasti parte del piano terra e del primo piano. Adesso però la coabitazione rischia di saltare. Motivo della protesta dei genitori sono i lavori nel corridoio del primo piano che dovrebbero portare alla creazione di un muro divisorio: «Una separazione che serve soltanto a consegnare al comando dei vigili altre sale – afferma Concetta Verderame presidente Consiglio del circolo – mentre noi saremmo costretti a privarci dell’aula magna».
Tuttora sul destino della struttura di via Maratona regna incertezza: «In questo momento sono sotto sfratto esecutivo gli uffici dei vigili di via N. Sauro e quindi c’è la necessità di reperire nuove sale – spiega il preside della scuola Agostino Arena – allora è stata individuata un’ala del primo piano. L’aula magna sarà utilizzabile da entrambi i soggetti interessati, attraverso due ingressi separati. Questo per ora – ribadisce Arena – è una proposta a cui io ho dato parere favorevole. Adesso la parola passa alla direzione Patrimonio del Comune».
Oltre alla Corridoni, l’istituto comprende i plessi di via dell’Atleta (materna), la struttura di via Maratona (primaria), il circolo di via Torresino (primaria) e l’immobile di via Castaldi che ospita le medie ed alcune classi del «P. Umberto». Quasi 600 alunni e decine di aule vuote ed inutilizzate. Da qui la proposta del consiglio scolastico di destinare la struttura di via dell’Atleta a sede per uffici comunali, mantenendo l’edificio di via Maratona per le attività didattiche.
Leggi l’articolo de “La Sicilia” del 21 maggio 2010
Scuola elementare “Verga” di Fontanelle, piccoli studenti nella… monnezza
Uscendo dal cancello della scuola del quartiere, l’unico marciapiede esistente non solo è sconnesso e privo di
pavimentazione ma è sopraffatto dalle erbacce e reso impraticabile dalla presenza dei cassonetti della spazzatura.
Succede alla scuola elementare “Verga” di Fontanelle, in via Alessio Di Giovanni. Gli alunni a causa di ciò sono
costretti a camminare per strada con il rischio di essere investiti. Quella dei marciapiedi rotti, purtroppo, è
una costante per Fontanelle. Ma il problema evidenziato dai genitori non ha eguali.
“Come se non bastasse – afferma la mamma di una bambina – vicino alla scuola occorre fare la gimkana per evitare gli escrementi dei cani”. Ma questa è un’altra brutta storia legata alla scarsa educazione dei proprietari degli animali che continuano a comportarsi ignorando le disposizioni in materia che prevedono, tra l’altro, l’uso di paletta e sacchetto.
A questo punto serve una bonifica dell’area interessata cominciando, naturalmente, dalla sistemazione del marciapiede visto che il rischio di inciampare e farsi male è reale. Perché quello non può considerarsi un marciapiede. Il disagio in primo luogo dei bambini che frequentano la scuola “Verga”, si potrebbe evitare se da parte del Comune si prendesse in seria considerazione la lamentela dei genitori e la loro richiesta di intervento.
“Riteniamo – aggiungono i familiari degli alunni – che l’Amministrazione comunale debba attivarsi immediatamente per eliminare l’insidia provvedendo anche a spostare i contenitori della spazzatura”. C’è da dire che l’area circostante la scuola di Fontanelle, dovrebbe rientrare nei lavori del Contratto di Quartiere. Ma naturalmente non si possono attendere i tempi del Contratto.
Santa Teresa di Riva, scuola media “Petri” senza palestra coperta
Il plesso della scuola media «Lionello Petri», ubicato in via Delle Colline, continua a rimanere senza una palestra in cui gli studenti possano svolgere, soprattutto nel periodo invernale, l’attività fisica al coperto. Da oltre 15 anni, in pratica dal momento dell’inaugurazione, questo Istituto rimane privo della necessaria struttura sportiva.
Eppure l’Amministrazione comunale ha avuto, da sempre, aree disponibili, sia all’interno che all’esterno del plesso scolastico, in cui realizzare quello che continua a rimanere un sogno per i numerosi studenti santateresini. Tutte le Amministrazioni che in questi anni si sono alternate nella gestione della cosa pubblica della cittadina jonica, hanno fatto palesare sempre l’intenzione di dar vita al progetto, che, però, continua a non venire alla luce.
Così, anche per questo anno scolastico, gli studenti della media «Petri» sono costretti a praticare l’attività di educazione fisica nel cortile antistante le aule, al vento e al freddo. Nemmeno l’attuale Amministrazione, capeggiata dal sindaco Alberto Morabito, è ancora riuscita a dare una soluzione concreta a questo delicato problema.
S.o.s. dalle scuole di Augusta. Il video del degrado
Vi contattiamo, sperando in un vostro intervento, sui tanti disservizi che abbiamo qui giù, in Sicilia, ad Augusta (Sr).
Vi disturbiamo per descrivervi la nostra degradante situazione riguardo le scuole. Le nostre scuole (Scientifico, Classico, Psicopedagogico, Ragioneria, Industriale e Tecnologico) sono tutte organizzate una peggio dell’altra.
Un rapido esempio è il liceo Mègara che comprende la sezione scientifico-classico-pedagogica della zona; attualmente è divisa in 2 “plessi”, la Cittadella (l’originale), appena restaurata ma già colma di malfunzionamenti; e un palazzo di 5 piani (costruito per appartamenti) affittato alla comunità per 250.000 euro all’anno!
Questo è solo l’inizio, infatti, sempre qui ad Augusta, possiamo vantarci di non avere neanche una palestra o un campo per i giovani studenti. Molti anni fa esisteva la palestra (posta dietro la Cittadella) ma oggi ne rimane solo un “magazzino” di macerie e punto di ritrovo per i vandali.
Ora le domande sono tante, le ipotesi pure… per farvi “vedere” meglio la situazione abbiamo creato un video su YouTube.
http://www.youtube.com/watch?v=G4SwDocdVGg
Sempre grazie, in attesa… saluti da Augusta, “la città della cultura e dello sport”!
Prof. Giorgio Casole
Polivalente di Lentini, palestra inagibile e gli studenti vanno in cortile
Resta ancora inagibile la palestra del polivalente. Circa un mese fa alcune infiltrazioni d’acqua avevano seriamente danneggiato la struttura di cui usufruiscono quattro scuole cittadine. I tecnici della Provincia hanno effettuato tempestivamente il sopralluogo e quindi hanno dichiarato inagibile la palestra.
A distanza di diverse settimane, la situazione non è mutata per nulla. Con la conseguenza che gli alunni del polivalente sono costretti a peregrinare negli spazi antistanti alla scuola. Insomma, a svolgere le loro attività sportive all’aperto, clima permettendo. A soffrire di questa situazione di incertezza sono stati non solo gli alunni e i docenti di educazione fisica.
Perfino i genitori che spesso si recano a scuola sono stati, infatti, costretti ad attraversare il viale centrale rischiando di essere colpiti da qualche pallonata o di scontrarsi con qualche alunno impegnato nella corsa. Si tratta, quindi, di una situazione davvero incresciosa e che richiede interventi risolutivi in tempi brevi. Anche perché gli studenti stanno manifestando crescenti segni di insofferenza.
In un comunicato ufficiale invitano perciò le autorità competenti a provvedere per tempo a sanare la situazione. In ciò sostenuti dai dirigenti scolastici e dai docenti. In fondo si tratta di risistemare la situazione, magari per garantire il tranquillo svolgimento dell’ultima parte dell’anno scolastico. Per poi pianificare interventi strutturali più incisivi durante la pausa estiva. L’augurio di tutti è perciò che la Provincia intervenga al più presto e senza ulteriori indugi.
Leggi l’articolo de “La Sicilia” del 14 aprile 2010
Piazza Armerina, la “Capuana” torna… a casa
Ieri, alla ripresa della lezioni dopo la pausa delle vacanze di pasqua, gli allievi della scuola Media Capuana sono rientrati nella loro sede storica adeguatamente messa in sicurezza. Nel periodo natalizio l’edificio era stato dichiarato inagibile a seguito di sopralluogo dal Comando provinciale dei vvf., tant’è che l’amministrazione comunale aveva dovuto disporre la chiusura temporanea della scuola, resasi necessaria su sollecito della Prefettura, cui il Comando provinciale dei vigili del fuoco aveva inviato una nota nella quale si sosteneva che nella scuola media Capuana non sussistevano le condizioni minime di sicurezza.
Dice lo staff del sindaco Carmelo Nigrelli in una nota stampa: “Fin dall’inizio il problema è stato affrontato dall’Amministrazione comunale con l’obiettivo di trovare una collocazione alle cinque classi della scuola media che non allontanasse i ragazzi dal quartiere, per non creare disagi alle famiglie ed evitare di privare il centro storico di un servizio essenziale.
“L’amministrazione comunale si è impegnata, pur tra le difficoltà oggettive riscontrate, a trovare, attraverso il susseguirsi di vari incontri, una sede idonea in attesa che si procedesse ai lavori di adeguamento prescritti (adeguamento alle norme antincendio ed abbattimento delle barriere architettoniche) e che mettesse d’accordo famiglie degli alunni e istituzioni scolastiche. Grazie a sforzi notevoli, l’impegno dell’Ufficio tecnico comunale e il coordinamento con il Comando provinciale dei vvf, oggi la Capuana ritorna nella prestigiosa sede dei padri gesuiti di via Vittorio Emanuele per essere restituita ai ragazzi e al quartiere”. Esprime soddisfazione anche il presidente del comitato di quartiere Monte Filippo Rausa.
“Dopo tre mesi, e non sembra nemmeno vero, si riapre la prestigiosa sede dei padri Gesuiti, e pensare che non ci credeva quasi nessuno, ma lo spirito determinato che ci contraddistingue, ci portò a chiamare a raccolta tutti i genitori, a scomodare qualche amico in Prefettura, ad effettuare un sit in e un corteo di protesta, ad essere presenti quasi giornalmente nelle cronache dei giornali, a testimonianza della ferrea volontà di ottenere ciò che ci sembrava un maltolto ai danni di una scuola e di un’intero quartiere. Dopo quasi 90 giorni gli studenti riprenderanno le lezioni nelle loro aule, nel loro ambiente, in un edificio nato nel ‘600 e che per oltre tre secoli ha ospitato, e noi ci auguriamo continuerà ad ospitare, le generazioni di scolari che negli anni si succederanno”.
Leggi l’articolo de “La Sicilia” dell’8 aprile 2010
Paternò, chiesti interventi per il II e il III circolo didattico
Scuole vulnerabili, poco sicure, interdette a tratti. E’ l’amara fotografia che emerge, ancora una volta, dalla relazione della Prefettura di Catania, inviata con urgenza a istituzioni scolastiche e amministrative e forze dell’ordine. In particolare, l’attenzione della Prefettura si concentra sul 2° circolo (che resta interdetto nella parte dove era ospitata la direzione didattica) e sul 3° circolo, nel plesso di via Pitrè. «Sono state riscontrate problematiche che possono costituire grave pregiudizio per la fruizione in sicurezza delle strutture scolastiche», si legge nella nota prefettizia. E ancora, prosegue la nota «si reitera l’invito a disporre con urgenza, l’attuazione degli interventi di competenza volti alla messa in sicurezza degli edifici scolastici».
Per fare il punto della situazione di quanto finora fatto e di quanto, invece, ancora da fare, ieri mattina, al plesso centrale del 3° circolo didattico è stata indetta una conferenza di servizi, convocata dal dirigente capofila della rete «Scuola sicura» e dirigente del 3° circolo didattico, Alfio Ciccia. Un appuntamento, predisposto con la collaborazione dell’ingegnere Nanni Saccone, consulente delle scuole per il settore sicurezza, cui erano presenti – tra gli altri – i dirigenti dei 4 circoli didattici, l’assessore alla Pubblica istruzione, Alfio Virgolini, il presidente del Consiglio, Giuseppe Lo Faro, e i consiglieri comunali della commissione pubblica istruzione (Orazio Lopis, Nino Naso, Mauro Mangano e Pippo La Spina).
Al termine dell’incontro è stato stabilito, per volontà delle scuole, di mettere nero su bianco le date nelle quali verranno effettuati gli interventi di messa in sicurezza, oltre alla necessaria stesura di uno screening per le diverse strutture scolastiche. Intanto, è polemica tra l’assessore Alfio Virgolini e il dirigente del 1° circolo, Lidia Maniscalchi. Oggetto del contendere le 8 aule messe in sicurezza.
Per l’assessore Virgolini, che ha effettuato una consegna anticipata dei locali, gli studenti possono rientrare in classe; non dello stesso parere la dirigente, che chiede il certificato di agibilità. E l’assessore risponde inviando una nota dove chiede l’immediata restituzione delle aule del plesso Falconieri, utilizzate ad oggi dagli studenti del 1° circolo. «Prima di lasciare i locali ci deve essere dimostrata una necessità più urgente della nostra», ribatte la Maniscalchi.
Leggi l’articolo de “La Sicilia” dell’8 aprile 2010
Tante scuole transennate e niente interventi a Mussomeli
A distanza di diversi mesi dall’avvio dell’anno scolastico, continuano a presentarsi transennate ed in stato precario le scuole elementari di Mussomeli. Roba da fare mettere le mani nei capelli al capo Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso se facesse un sopralluogo a Mussomeli. Ma quel che è peggio, è che non si ha nessuna notizia circa eventuali e futuri finanziamenti per rimettere in sesto le malconce scuole comunali di Mussomeli.
La scorsa estate, gli operai comunali piazzarono delle palizzate lungo tutto il perimetro esterno ed interno ai cortili, della scuola di via Madonna di Fatima realizzata negli anni Cinquanta. Tale scuola che ospita bambini che frequentano le elementari e le materne, fa parte del Primo istituto comprensivo “Leonardo da Vinci”. Ma anche la scuola media che si trova in via Concetto Marchesi, non sta meglio tant’è che lo scorso anno, a seguito di distacco di calcinacci dal prospetto, fu necessario transennare anche quella struttura.
E così, come gli studenti di scuola media si sono abituati a convivere con le palizzate che riducono gli spazi esterni, lo stesso hanno dovuto fare giocoforza, i bambini più piccoli, che si ritrovano anche con gli spazi dei cortili interni ridotti al minimo. Ma se i due istituti del Primo comprensivo sono messi male, neppure la scuola di via Pola (Secondo comprensivo) sta meglio. Anche lì si sono registrati cedimenti di parte di intonaco mentre il cortile esterno versa in uno stato a dir poco indecoroso di una scuola degna di tal nome. E anche lì non mancano i cerotti sotto forma di transenne a protezione del distacco di calcinacci.
Va da sé che urgono degli interventi straordinari agli edifici scolastici. Come si può fare convivere i bambini di pochi anni con una scuola dove ad ogni metro ci sono tavole e travi a limitare gli spazi? Per altro nella scuola di via Madonna di Fatima, nel 2005 si evitò il peggio grazie all’intuito di Sebastiano Bellanca, vigile del fuoco, che si accorse di un cedimento dal soffitto quando accompagnò il figlio a scuola e fece subito scattare l’allarme.
Leggi l’articolo de “La Sicilia” del 7 aprile 2010
Santa Teresa, il “Caminiti” non ce la fa più
Potrebbe essere la sopraelevazione dell’attuale immobile la soluzione ai disagi, legati al sovraffollamento delle aule, che attanagliano il liceo scientifico “Caminiti”. L’ipotesi è stata vagliata nel corso di un incontro tra il consigliere provinciale Matteo Francilia e il preside dell’Istituto, Santo Torrisi.
«Il comprensorio jonico – evidenzia Francilia – necessita di una nuova struttura adeguata alle moderne e reali esigenze degli studenti e dei docenti e ciò si potrà ottenere tramite la costruzione di un nuovo plesso scolastico o, in alternativa, attraverso la realizzazione di una sopraelevazione sull’immobile esistente, nel caso in cui ciò fosse tecnicamente possibile».
Del nuovo liceo se ne parla da anni. E’ stata individuata anche l’area sulla quale dovrebbe sorgere: alla periferia nord del paese, nei pressi della palestra comunale. Al momento, però, non si è andati oltre le parole. Adesso Francilia propone la sopralevazione. Una soluzione che risolverebbe buona parte dei problemi, ma tutta da vagliare. Francilia, insieme al collega Nino Muscarello, ha inoltre puntato l’indice verso gli amministratori santateresini per una promessa non mantenuta, che già dall’anno scolastico in corso avrebbe potuto alleviare le difficoltà di studenti e docenti.
«L’amministrazione comunale si deve attivare immediatamente – spiegano i due consiglieri provinciali – per liberare i locali dell’archivio comunale, le stanze al piano terra del municipio che ha destinato a tre aule del liceo. La Provincia, che ha stanziato 25mila euro per la sistemazione e la messa a norma di quelle stanze, poteva intervenire già da tempo e invece tutto è finito nell’impasse».
Ritardi su ritardi hanno fatto scivolare il nuovo anno scolastico noti disagi e promesse non mantenute. Le tre stanze messe a disposizione dagli amministratori avrebbero rappresentato una soluzione immediata e utile. Nei mesi scorsi Francilia e Muscarello si erano interessati della questione.
Su sollecitazione del presidente del Consiglio comunale Carmelo Lenzo (a loro molto vicino) ed in seguito a successivi incontri tra l’amministrazione comunale e quella provinciale, si era giunti ad un accordo con il quale il Comune di S. Teresa si impegnava a dare in comodato d’uso al liceo i locali e la Provincia sarebbe intervenuta, con fondi propri, per realizzare le aule. Quesi soldi, 25mila euro, se non impiegati, adesso rischiano di essere dirottati altrove.
Leggi l’articolo su “La Sicilia” del 27 marzo 2010
Marsala: crolli al convitto del “Damiani”, chiesto intervento del prefetto
Ancora cedimenti alla struttura del Convitto dell’Istituto Agrario Abele Damiani. Martedì mattina, dopo essere rimasti più di una settimana senza acqua calda, i trenta ragazzi ospitati nel convitto hanno deciso di avviare una protesta occupando l’edificio e chiedere un incontro urgente al prefetto Stefano Trotta. Oltre alle crepe e spaccature, ora è crollato un grosso cornicione.
I ragazzi nella nota al prefetto sottolineano le condizioni precarie del convitto per i continui cedimenti di calcinacci ed intonaci, le crepe che si aprono su cornicioni e soffitti, la presenza di topi e piccioni e le «sorgenti d’acqua» che affiorano dai pavimenti dei bagni del primo piano, oltre all’impraticabilità della cucina che li obbliga a fare la spola per pranzare e cenare presso il convitto degli Audiofonolesi. La richiesta è quella di trovare al più presto «una sistemazione dignitosa, in condizioni di salubrità e sicurezza».
E se per l’acqua calda la situazione dovrebbe risolversi a breve, i tempi saranno più lunghi per la ristrutturazione. I fondi sono già stati stanziati per circa un 1 milione e 200 mila euro, e la Provincia dovrà trovare altri locali dove trasferire i ragazzi durante i lavori.
«Il problema non si pone – ha detto il preside, Domenico Pocorrobba – l’edificio che ospita la facoltà di Enologia era stato pensato come convitto. Che ritorni alla scuola». Riguardo all’episodio interviene il consigliere provinciale Anna Maria Angileri: «I piccoli crolli sono la più sincera risposta ai falsi proclami dell’Amministrazione Provinciale. Lo stato delle cose era stato segnalato in un ordine del giorno nel maggio del 2009 dallala Commissione Pubblica Istruzione, e in un’interrogazione del settembre».
Leggi l’articolo de “La Sicilia” del 25 marzo 2010